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Libia, gli alleati dell’Italia compiono una strage

Mentre questo Sito viene aggredito e insultato da fogne mediatiche come Huffington Post e Vice, che propagandano l’accoglienza a 90 gradi verso i profughi creati dalle guerre celebrate, invocate e salutate dai su medesimi siti di disinformazione imperialista (Left, Vice, Huffington Post e altra spazzatura), in Libia, il 18 maggio, bande armate composte dai miliziani armati dal governo Renzi-Gentiloni e dai terroristi di al-Qaida, che diverse ONG italiane definiscono ‘umanitari numero uno‘, uccidevano, decapitavano e bruciavano vive 150 persone nell’aeroporto libico di Baraq al-Shati.

LA DANIMARCA SBARRA LE FORNTIERE AI MIGRANTI': BLOCCO SARA' ATTIVO FINCHE' LA UE NON FERMERA' L'INVASIONE DELL'ITALIA

LONDRA - Tutto coloro che sono nauseati dall'arrivo di finti rifugiati sulle coste italiane trasportati dalla LIbia da una sorta di "agenzia viaggi" per metà formata dalla mafie islamiche sul suolo libico, per l'altra metà da navi delle Ong in diretti rapporti con loro, saranno felici di sapere che anche Lars Loekke Rasmussen non ne puo' piu' di vedere l'Europa invasa da immigrati africani senza alcun diritto d'asilo e d'accoglienza nella Ue, della quale l'Italia fa parte, almeno per ora.

11/9, perché il consulente saudita dice che dietro c'erano gli USA?
Strane cose dal mondo mentre un'America lacerata e isterica fatica a mantenere il controllo degli scenari in cui è impegolata. Ora è l'Arabia Saudita che manifesta ripetutamente segni di inquietudine e di rivalsa.
OBBIETTIVI U.S.A. NEL MEDITERRANEO : SONO AGRICOLI E COMMERCIALI. APPOGGIATI DALLA VIOLENZA

Il titolo di questo post posso riassumerlo così: gli Stati Uniti hanno destabilizzato il Mediterraneo per difendere il loro tenore di vita perseguendo una serie di obiettivi, tutti economici e quasi tutti raggiunti. La Unione Europea ha collaborato perché la sua classe dominante ha gli stessi, anche se minori,  interessi. Questi interessi non coincidono con quelli italiani e dei paesi mediterranei che hanno economie differenti.  Ecco gli obbiettivi:

Immigrazione: ciurlano nel manico per non andare al nocciolo del problema

Lo scandalo del “magna magna” è finalmente scoppiato.

Ong nient’affatto “indipendenti” che fungono da “taxi”; “filantropi” che si precipitano a Palazzo Chigi; mafie e ‘ndranghete che d’improvviso si scoprono “accoglienti”; preti che cascano dal pero e non s’accorgono (?) in che giro sono finiti.

Ormai si sa di tutto e di più, senza doversi informare per forza da Radio Padania. Perché finalmente c’è un giudice della Repubblica, anzi più d’uno, che vuole vederci chiaro.

Così, gli uni (i contrari all’immigrazione) gongolano e gli altri (i favorevoli) tremano.

Per animare il dissenso, follow the money. Seguire il denaro.

Nella poesia Una disperata vitalità, Pier Paolo Pasolini, un grande, ma dissoluto reazionario, gridava con l’amarezza di un’intera vita: “la morte non è nel non poter comunicare, ma nel non poter più essere compresi". Questa riflessione ci è balzata in mente in un momento di sconforto legato alla difficoltà incredibile di ottenere ascolto nel mondo contemporaneo, diffondendo verità e convincimenti in dissenso dalla narrazione corrente, così pervasiva e potente da essere dittatura. TINA, è uno dei tanti acronimi di ascendenza anglo-tecnocratica: there is no alternative, non c’è alternativa. Nessun cervello libero potrebbe crederlo, giacché solo la morte corporale è certa e priva di scelta. Il resto è totalitarismo.

Washington sta preparando un first strike nucleare sulla Russia. Siete pronti a morire ?

DI PAUL CRAIG ROBERTS

informationclearinghouse.info

“Cinquanta anni fa, le strade di Leningrado mi hanno insegnato una cosa: se una lotta è inevitabile, devi colpire per primo” – Vladimir Putin

Mercoledì, 10 Maggio 2017 09:02

Kadima ! En Marche! Avanti, March!

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Kadima ! En Marche! Avanti, March!

Kadima ! En Marche! Avanti, March!
I francesi, lungi dal misurare il loro errore, sono ancora sotto ipnosi e non dovrebbero svegliarsi prima della fine delle elezioni legislative.
«Sotto i nostri occhi» – Cronaca di politica internazionale n°239

Sabato, 06 Maggio 2017 18:39

Putin al centro della politica internazionale

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Putin al centro della politica internazionale

Durante l’inizio settimana, Putin è stato al centro della politica internazionale con un giro d’incontri che dimostrano l’acquisita centralità del Cremlino sui più scottanti dossier internazionali, con buona pace di quanti sostengono la ghettizzazione di Mosca; un peso politico che Putin intende sfruttare – come dargli torto – ad esclusivo beneficio del suo Paese.

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Come gli USA preparano la guerra

"Gli USA hanno un interesse fondamentale: ora controllano tutti gli oceani del mondo. Nessuna potenza si è mai nemmeno avvicinata a farlo".
George Friedman, consigliere politico del Dipartimento di Stato, fondatore del think tank Stratfor interviene al Chicago Council on Global Affairs.

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