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PERGINE: IL NOSTRO PAESAGGIO

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Fino dai primi anni del Novecento, con la nascita dei movimenti per la tutela dell'ambiente in America, appariva chiara la contrapposizione tra gli interessi di poche persone e la tutela del paesaggio.

Il primo capo del Servizio Forestale degli Stati Uniti dava un'interessante definizione di tutela, estremamente attuale : “Conservare significa creare il massimo vantaggio possibile per il maggior numero possibile (di cittadini) il più a lungo possibile».

Inoltre, già allora, si considerava un aspetto fondamentale della tutela del paesaggio e dell'ambiente naturale: il rispetto per le generazioni future e la valenza per la salute umana.

Un paesaggio gradevole è un aspetto importante per la vita di tutti noi, influenza il nostro stato d'animo e le nostre azioni.

Le esternalità positive che derivano da un ambiente curato e rispettato producono ricchezza economica derivante, per esempio, dal turismo che da solo rappresenta circa il 30 % del prodotto nazionale lordo.

Non  si deve dimenticare che il paesaggio non è formato solamente dalla natura; al suo interno ci sono degli elementi antropici di grande importanza che lo hanno modellato e caratterizzato.

La legislazione italiana tutela il territorio e l'ambiente in modo debole e confuso e nel nostro piccolo il Comune di Pergine, con il suo Statuto, si adegua a questa linea. Buoni intenti, tante parole, ma pochi fatti.

I paesaggi che ci circondano sono straordinariamente ricchi: campi, prati, boschi, laghi, torrenti, vette immacolate.

Negli ultimi decenni hanno però subito delle vere e proprie violenze che ne hanno compromesso l'identità. Le campagne più fertili hanno lasciato il posto a case di dubbio gusto estetico che farebbero rabbrividire i nostri “vecchi”.  Il rapporto casa ambiente dove è finito? Chi si è permesso di lasciar costruire case con il tetto piano? Ormai le città sono tutte uguali e così sta diventando Pergine: le caratteristiche di un abitato alpino sono sparite.

Purtroppo è difficile riconoscere un “organico assetto” del nostro territorio ma siamo così fortunati da avere ancora molte risorse ambientali da conservare o da salvare.

Gli amministratori del nostro Comune hanno manifestato fin'ora una certa ignoranza e scarsa intraprendenza, ma non tutto è perduto.

Non hanno avuto rispetto per ciò che hanno fatto le generazioni precedenti. Come si possono abbandonare a se stessi chilometri di muri a secco costruiti con impegno, fatica e abilità?

Non hanno minimamente considerato le generazioni future: cosa troveranno? Resterà qualcosa da salvare?

Serve quindi un cambio di rotta immediato e deciso guidato dalla competenza e non dall'interesse del singolo.

Mi auguro che i perginesi riescano ad essere attenti e vigili e che non si accontentino di qualche parco che cerca di bilanciare le brutture circostanti.

Con una gestione economica sapiente sapremo valorizzare gli elementi caratteristici del nostro paesaggio salvaguardando il territorio in ogni suo aspetto; per vivere in armonia con la natura oggi e lasciare qualcosa di buono alle prossime generazioni.

Simone Petri

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