Contenuto Principale
Sabato, 04 Ottobre 2014

Il Trentino delle occasioni perse. In evidenza

Postato da  
Vota questo articolo
(0 Voti)

Mentre nel Paese frotte di giovani sono incalzati dalla disoccupazione e la metà di loro guarda all’estero per trovare un’alternativa al futuro, Eva Klotz dichiara che la salvezza dell’Alto Adige, pardon, del Südtirol, consiste nel separarsi dall’Italia. E il Trentino?

La recente “debacle” non solo gestionale, ma comunicativa dei vertici politici della PAT, a seguito la triste vicenda dell’orsa Daniza, ha posto in primo piano l’effettivo livello di considerazione che questa piccola provincia montana gode presso l’opinione pubblica “foresta”.

Se il Südtirol ha saputo sinergizzare oculatamente le risorse economiche accordate dal pacchetto di autonomia, investendo nell’estrema cura del territorio, nella sua immagine di naturalità e salubrità e nell’effettivo sviluppo imprenditoriale delle aziende artigiane, turistiche, agricole e vinicole, creando brand di nicchia, caratterizzati da alto valore aggiunto, il Trentino ha perseguito politiche che hanno privilegiato il gigantismo cooperativo di modello industriale, la coltivazione coadiuvata da fitofarmaci e la vanificazione dei risultati attendibili da una ricca contribuzione a pioggia.

Certo, vi sono delle lodevoli eccezioni, ma tali restano a confermare la regola: tanto erogato, poco realizzato. Insufficiente, per poter ora guardare con relativa sicurezza ad un futuro economico, già grigio per l’Italia, che assumerà toni ancor più scuri e si propagherà ovunque non vi siano effettive capacità e risorse, non solo economiche.

La contribuzione a pioggia in ogni settore, derivante non solo dall’abbondanza delle risorse a disposizione, ma dalla preoccupazione dei politici di non scontentare principalmente i “grandi elettori”; la designazione ai vertici delle principali società partecipate, dei centri di ricerca, di soggetti funzionali ad una supina obbedienza politica e l’incessante autocelebrazione delle virtù imprenditoriali del Trentino, hanno condotto, spinte dalla crisi economica, all’attuale condizione di percepibile criticità economica, per famiglie ed aziende.

Ora, forse, rinegoziazioni del patto di stabilità, mediazioni, scambi e maneggi politici romani, potranno aiutare a fornire un po’ di ossigeno all’ economia del “principato” non più vescovile di nome, ma sicuramente ancora di fatto. Tuttavia il problema non potrà risolversi, perché inamovibile è il management posto nei ruoli di responsabilità e imperativo il potere gestito dai despoti dei principali comparti economici e nulla appare la volontà d’intervenire con regolamentazioni, che pongano al bando l’uso dei fitofarmaci nell’agricoltura, liberando il territorio da schiavitù chimiche.

E’ una ventata d’innovazione d’idee, semplici ma efficaci, tratte dalla propria essenza che serve al Trentino per avventurarsi nei prossimi decenni, forte delle peculiarità ambientali che lo contraddistinguono e del riconoscimento di territorio svantaggiato accordatogli dalla UE. Per cominciare si comprenda come il marketing sia morto, sepolto dalla sua stessa millanteria di plagiare le scelte delle persone.

E’ tempo di non perdere altre occasioni, di fare della crisi un’opportunità, sbarazzandosi di un passato ingombrante e soprattutto inutile.    

 

Mirco Cattani

Letto 1078 volteUltima modifica il Sabato, 04 Ottobre 2014 21:26

Lascia un commento

La redazione si riserva la facoltà d i pubblicare o meno i commenti inviati

Ricerca / Colonna destra

Notizie Random

  • L’UE nasconde la testa sotto la sabbia
    Scritto da
    All'ombra del referendum sull’autodeterminazione della Scozia un'altra emergenza si evidenzia sulla sorte dell'Unione europea. I leader dell'UE hanno preso la decisione finale di rinviare a tempo indeterminato il vertice economico che avrebbe dovuto essere la chiave dell’attuale semestre di presidenza italiana. La versione ufficiale è che l'agenda è sovraccarica. Tuttavia, nelle hall di Bruxelles si vocifera che l'assenza dei leader europei dipende dalla impossibilità di capire cosa fare con l’economia europea.
    Leggi tutto...

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie premi il pulsante qui sotto