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Rallegriamoci

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Rallegriamoci

Settembre 1938, a Monaco il 29 e 30 si riuniscono i capi di stato delle nazioni europee che contano: Gran Bretagna, Francia, Germania e Italia.

L’argomento da discutere è la crisi dei Sudeti: 25.000 Kmq. di territorio all’interno della Cecoslovacchia, che la Germania reclama come proprio, perché abitato da tedeschi. L’invasione tedesca è scongiurata dalla diplomazia: un grande successo per la mediazione italiana e per il capo del governo inglese Chamberlain, che ritorna in patria sventolando, davanti alla folla che lo acclama, il testo dell’accordo.

Febbraio 2015, a Minsk si riuniscono i capi di stato di: Francia, Germania, Russia e Ucraina, la Gran Bretagna non partecipa, ma supporta la posizione franco-tedesca. Sul tavolo la guerra in Ucraina che vede contrapposto l’esercito nazionale con le milizie delle autoproclamate repubbliche di Donetsk e Lugansk, che si fronteggiano militarmente da mesi, con un’escalation militare che ora minaccia di coinvolgere apertamente UE e USA, contro la Russia.

Monaco, febbraio 2015, conferenza sulla sicurezza: l’argomento principale è la crisi Ucraina. Dopo 17 ore di ininterrotta discussione a Minsk, vi giunge anche la cancelliera Merkel, padrona di casa a rassicurare tutti e soprattutto a disinnescare la volontà del governo americano di armare l’Ucraina, dicendo che con Putin un accordo è stato trovato. C’è di che rallegrarsi. La storia però si ripete.

Solo alcuni mesi dopo la conferenza di Monaco del 1938, a marzo del 1939, iniziò la seconda guerra mondiale. Oggi, per quanto espresso dallo stesso presidente Putin, resta da vedere se gli accordi stilati saranno rispettati dai contendenti.

Ai confini della Polonia restano in attesa lunghe file di carri armati della UE e gli aerei della Nato sono pronti per il decollo sulle piste delle basi europee, mentre 8000 uomini dell’esercito ucraino e mercenari stranieri sono chiusi nella sacca di Debaltsevo, accerchiati dalle milizie filorusse.

Non è una vicenda di separatismo regionale, come i media nostrani tentano di far apparire e nemmeno il riaffiorare di nostalgiche visioni politiche. Si tratta della resistenza alla contrapposizione al nuovo ordine mondiale avviato nel 1989 con il tracollo dell’ex URSS.

L’Italia, pur coinvolta militarmente nella vicenda come membro della Nato e afflitta dalle pesanti perdite economiche generate dalle sanzioni USA- Ue contro la Russia, non ha alcuna voce in capitolo nella vicenda. Non è una grande potenza. E’ una piccola colonia, asservita agli interessi del grande capitale mondiale. Sessantamilioni di persone sottomesse alla volontà di avidi speculatori, che spacciandosi per paladini della democrazia vogliono imporre, attraverso il denaro e il condizionamento politico/partitico, il loro interesse.

Non c’è da gioirne per chi lavora e desidera essere autenticamente libero.

 

Mirco Cattani

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