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Domenica, 19 Aprile 2015

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Cittadini del mondo

La stima resa dai media per la nuova tragedia del mare al largo delle coste italiane ammonta a 700 morti.

Persone in fuga da guerre, fame e morte incerta, che l’hanno trovata sicura, spendendo denari per un viaggio della sfortuna.

Ce ne sono molti, sempre più, a chiedere ed ottenere asilo e sussidi in questa Europa culla della civiltà e del libero pensiero, intenta ormai da anni a razionalizzare la propria spesa pubblica, sotto la spinta della crisi economica.

“Assistenzialismo” si chiama oggi lo stato sociale. Il sistema che, di queste democrazie, aveva fatto il vanto nel dopoguerra del secolo scorso, sottolineando l’attenzione per i più deboli e sfortunati.    

Ma il lavoro manca e la congiuntura economica stringe. Gli unici a non saperlo sembrano essere gli immigrati della speranza, sospinti a migliaia verso i Paesi del vecchio continente, portando la loro cultura molto radicata e legittimamente restia ad integrarsi con quella preesistente.

Nel contempo in Europa i cittadini sono sempre più stanchi d’essere abbandonati dai reciproci governi e stanno mettendo in discussione le stesse istituzioni.

Dopo i partiti politici, filtro tra cittadinanza ed apparati decisionali dello stato, sono proprio le istituzioni ad essere poste sotto accusa. Il distacco tra esse e la volontà della gran parte dei detentori la pubblica sovranità sta rapidamente aumentando.

I rappresentanti di governo, tentano di mantenersi al potere utilizzando stratagemmi mediatici, ma le elites economiche che ne hanno voluto e finanziato l’insediamento, hanno compreso che presto sarà necessario l’utilizzo della forza per contrastare l’opposizione crescente a politiche anti-stato.

Molti giornali parlano apertamente, con sempre maggiore insistenza di “teorie complottiste” che affollano i social net-work, dando spazio alle tesi di coloro che auspicano una regolamentazione del settore, con l’adozione di sanzioni per le piattaforme internet che non rispettino quanto dovrà prossimamente essere stabilito in materia.

Altro che viaggi della speranza verso la terra promessa. Terra della razionale edificazione di sempre più numerosi vincoli e limitazioni delle libertà fondamentali, spesso in nome della sicurezza personale, della protezione da minacce che non esisterebbero se coloro che vi abitano potessero vivere secondo le proprie necessità e aspirazioni.

E infine, terra di banalizzazione delle culture, per la creazione di un “Nuovo mondo” in cui tutti siano privi d’identità, di origini e quindi di tradizioni alle quali finalizzare il proprio futuro, fonte di ricchezza solo per alcuni erettisi a gestori del pianeta.

 

Mirco Cattani

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