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Pensiero per le vacanze

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Pensiero per le vacanze

Il governo dell’ineletto sta per andare in vacanza e ci sentiamo sollevati. Forse, per qualche settimana non potrà fare ulteriori danni.

Lui ed il suo disastroso ministro dell’economia, hanno annunciato scenari luminosi per l’autunno: più occupazione, meno tasse e ulteriore contrazione del debito pubblico. Peccato che i dati di Bankitalia e quelli Istat descrivano una “caporetto” della situazione economica del Paese.

PIL, meno 3,9% da gennaio a maggio, debito pubblico più 23,4 mld in maggio e più 83,3 da inizio anno, occupazione scesa di ulteriori 62.000 unità tra aprile e maggio, 3800 fallimenti nel primo trimestre dell’anno, ecc, ecc. .

Certo, con quest’andazzo non c’è da lamentarsi del divieto di fare pagamenti in contanti eccedenti i 1000 euro, ma gli onesti restano ugualmente perplessi e infastiditi da questo vincolo, che dovrebbe essere d’intralcio unicamente ai disonesti. Insomma, è come dire: dato che alcuni irresponsabili smodati bevono e s’ubriacano, limitiamo la facoltà di farlo con il limite di un bicchiere di vino per tutti.

Difficile credere ai buoni propositi di un simile provvedimento, quando, ad esempio, troviamo infilato nella guarnizione del finestrino della nostra auto un bigliettino, corredato di numero di telefono che ci invita a chiamare qualora fossimo interessati a venderla contro immediato pagamento in contanti. Transazione che alcuni hanno compiuto, con soddisfazione.

Difficile anche spiegarsi perché per noleggiare un’auto, prenotare un volo, fare la pressoché totalità dei più banali acquisti in rete, sia indispensabile la carta di credito. Come, ancor più, sia impossibile rendersi ragione del fatto che disporre di un conto corrente bancario/postale, sia tassativo anche per un lavoratore dipendente, per poter essere pagato del proprio stipendio.

E sia, tutte le banche concedono una seppur piccola disponibilità di sforamento oltre la disponibilità del conto a coloro che dispongono di un bancomat e, in tempi grami come questi, ciò aiuta a raggiungere la fine del mese, a fare spese prima dell’accredito dello stipendio, insomma a non agognare più l’arrivo del fatidico 27.

Grazie ai provvedimenti legislativi in corso ed al denaro elettronico, siamo più liberi di spendere e sicuri dai cialtroni che tolgono risorse all’erario, per non parlare dei rischi connessi al portarsi addosso denaro contante. Se poi l’autunno, come ha detto il parolaio fiorentino ed il suo ragioniere imbrattacarte, non sarà caldo, saremo anche contenti.

Vorremmo crederci, desidereremo fare affidamento su tutto quanto ci è stato detto e sulle ragioni dichiarate per cui è stato fatto, peccato che siano fanfaluche la cui enorme dimensione sia rivelata dal comune buon senso.

Mirco Cattani

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