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    Il silenzio dei colpevoli

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    Il silenzio dei colpevoli

    La Cina ha svalutato lo yuan e le borse mondiali sono andate in panico. Non è un segnale di recessione economica, ma un atto di guerra agli USA.

    Le aziende europee, che a causa delle sanzioni non vendono in Russia i loro prodotti, stanno facendo dumping in Cina e con la svalutazione dello Yuan vanno in perdita.

    Gli immigrati attraversano il Mediterraneo a migliaia e affollano i centri d’accoglienza europei, contenti di abbandonare disordine e pericolo, bramosi di trovare quanto hanno visto alla televisione: benessere e pace, ma trovano crescente ostilità e preoccupazione sociale.

    Le guerre nel Donbass ed in Siria continuano, provocando un pericoloso crescendo di minacce alla pace mondiale, nell’attesa che uno dei contendenti occulti scateni per primo l’inferno. Nel frattempo, dal 17 agosto, in Italia, Germania, Bulgaria e Romania è in corso la più grande esercitazione militare della NATO dalla fine della guerra fredda. Sono 5000 uomini in pieno assetto di guerra, che prevalentemente piovono dal cielo, visto che l’operazione si chiama “Swift Response” (Risposta rapida) e si concentra sull’uso di paracadutisti.

    Contemporaneamente, l’esercito russo, per la prima volta dopo la dissoluzione dell’URSS, si è impegnato militarmente lontano dai propri confini. Ha costituito una commissione russo-siriana, fornito armi, intelligence ed inviato consulenti, per combattere il terrorismo islamico fomentato dagli USA, per abbattere il legittimo governo siriano.

    La disoccupazione italiana, non solo giovanile è a livelli mai raggiunti, nonostante l’eliminazione del vituperato articolo 18, dato che i decreti ammazza Italia varati dal salvifico governo Monti, attuati dal cannone katiuscia spara balle fiorentino, abbiano dissolto la residua intraprendenza e speranza di futuro nel lavoro, di quanti non considerino l’esistenza come tempo da trascorrere per far denaro da spendere in shopping.

    Ma la grande stampa tace e con essa la miriade di canali TV, fornitori di monoinformazione, concentrati sull’indignazione per il funerale di un sedicente mafioso romano e sulla possibilità di riduzione delle tasse sulla casa, per l’ennesima volta annunciata “al volo” dall’ineletto premier, che meglio farebbe a spiegare urbi et orbi, perché l’indebitato contribuente italico debba sborsare 72 milioni di euro al giorno per spese militari, utili ad arricchire i produttori di armi stranieri e destabilizzare la vita di milioni di persone, indotte ad abbandonare la loro terra.

    L’anno prossimo il Paese dotato del più potente esercito al mondo e della migliore macchinetta per stampare banconote, andrà ad elezioni e la campagna elettorale ferve. E’ ricominciata la corsa all’illusione degli americani che lavorano e che il fine settimana partecipano al rituale barbecue con gli amici, che il nuovo presidente cambi qualcosa.

    Ciò che cambia in questa tornata elettorale transatlantica è il costo della campagna: oltre dieci miliardi di dollari, buttati al vento per mettere in scena lo spettacolo della scelta del nuovo presidente.

    Presidente scelto dal Congresso, non dai cittadini, ossia da persone che trascorrono gran parte del loro tempo non a fare il mestiere per cui sono pagati, ma a raccogliere fondi. Repubblicano o democratico, non farà differenza sarà solo un presidente a disposizione delle grandi aziende finalizzate al profitto di pochi ed al danno di molti.

    Ma la stampa tace. Anzi, i più famosi ancorman della TV non solo assecondano il volere dei politici e dei loro padroni, ma ne enfatizzano i ruoli e le esternazioni. Questo manca all’attuale democrazia: l’informazione reale. L’elemento indissolubile dalla sua esistenza. La notizia puntuale e precisa, quella che rende note all’amministrato le azioni dell’amministratore. La sola consapevolezza della sua esistenza diviene efficacia. Utile deterrente contro la disonestà, l’avidità, la furbizia, la menzogna e quant’altro il politico possa attuare a proprio tornaconto.

    Il silenzio dell’informazione non è solo negligenza, complicità, tradimento: è un crimine premeditato, compiuto con l’aggravante del carpire la buona fede del cittadino, che, purtroppo, ne sostiene anche le spese.  

     

    Mirco Cattani

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      Titolo: 1984 Autore: George Orwell “La guerra è pace La libertà è schiavitù L'ignoranza è forza”. E’ l’annientamento dell’individuo e della sua umanità. Cosa ci rende umani? Il libero arbitrio? La libertà di pensiero e di vivere una vita privata? L’amore? Tutto questo nell'anno 1984 di Orwell non esiste. Non vi è libero arbitrio all’interno del Partito (Partito = pensiero alla moda). Appartieni ad esso e ai suoi statuti, ai quali non puoi che assoggettarti, non v’è altra scelta. Non sei libero di pensare ad altro fuorché ciò che il Partito vuole che tu pensi. La vita privata non esiste,…
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