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    False Flag, balle vere

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    False Flag, balle vere

    Un anno difficile quello che si chiude: in Italia, in Europa, nel mondo.

    L’ipocrisia travestita da democrazia nei governi, da amicizia nei rapporti personali, da cortesia in quelli interpersonali, ha pervaso le giornate lasciando nelle persone una scia di insoddisfazione profonda, razionalmente immotivabile.

    E’ un malessere che si è tentato di lenire in mille modi, che ha accomunato fortunati e sfortunati del nostro tempo: ricchi, sempre più ricchi e poveri, in numero più che raddoppiato.

    Siamo passati ad un millimetro dalla guerra, da quella guerreggiata come una volta, senza bombe intelligenti, quella combattuta coinvolgendo i nostri interessi diretti se non le nostre vite, ma la cortina di menzogne raccontate dai media,mantenuti dai nostri soldi, ha evitato accuratamente che ne percepissimo l’imminenza.

    Siamo invece stati prima indotti alla pietas di umana natura, verso i fuggiaschi d’oriente e poi allertati innanzi al pericolo di un terrorismo d’analoga matrice etnica, che avrebbe potuto colpirci fin nelle nostre città.

    Nessuno ci ha detto che laddove “si puote”, nelle stanze e palazzi dove sono decise sin nel minimo dettaglio, le iniziative e le norme che determineranno la nostra quotidiana esistenza, non regna più l’accordo.

    Non vi è più concordia perché un parte di “coloro che sanno” teme che le conseguenze di alcune iniziative politiche e militari, potrebbe invalidare i buoni risultati raggiunti sul controllo degli stati, mediante l’uso della finanza.

    Di quella finanza cialtrona, che nel 2007 è stata indicata come colpevole del dissesto finanziario mondiale; la stessa a cui poi sono state veicolate ingenti risorse economiche, tolte dalle tasche dei cittadini degli stati più colpiti dai raggiri bancari da esse attuati; la stessa a cui oggi i governi dei principali Paesi d’occidente offrono leggi permissive, in nome di un deificato salvifico liberismo economico.

    L ’anno che verrà sarà profeta per un futuro che, a breve, rispetto alle prospettive di pace per la nostra egoistica esistenza si aggrappa a due chiodi:

    la presidenza USA a termine gennaio 2017 e quella russa a nome Putin, emerso in questo 2015 come un bel fungo nel bosco tenebroso della politica mondiale.

    E’ la sua avveduta politica estera e la constatazione della possanza militare del suo Paese, in un possibile confronto bellico con “l’Impero”, ad offrire la maggiore garanzia alla continuità della nostra finta esistenza da uomini liberi.

    Persone adulte ed anziane vestite da giovani, quotidianamente intente ad emularne i comportamenti, per beneficiare al massimo delle opportunità di trastullo offerte dalla nostra società e giovani, già vecchi, privi d’ideali e della naturale spinta ad individuarli e perseguirli, perché finalizzati al raggiungimento di un ruolo lavorativo, che consenta il maggior guadagno se non il prestigio personale.

    Una società governata con false flag, mediante le quali rendere utile e logica l’attuazione di norme sempre più restrittive delle libertà per rendere più semplice la gestione dei cittadini, attuate in nome della loro sicurezza, in rispetto delle finalità sancite dalle rispettive costituzioni.    

    Balle vere, attuate con correttezza. La stessa oggi in bocca a tutti i cialtroni d’attualità.

    Auguri.

     

    Mirco Cattani

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      La Cina ha svalutato lo yuan e le borse mondiali sono andate in panico. Non è un segnale di recessione economica, ma un atto di guerra agli USA. Le aziende europee, che a causa delle sanzioni non vendono in Russia i loro prodotti, stanno facendo dumping in Cina e con la svalutazione dello Yuan vanno in perdita. Gli immigrati attraversano il Mediterraneo a migliaia e affollano i centri d’accoglienza europei, contenti di abbandonare disordine e pericolo, bramosi di trovare quanto hanno visto alla televisione: benessere e pace, ma trovano crescente ostilità e preoccupazione sociale.
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