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Stefano Radi

Stefano Radi

Venerdì, 21 Agosto 2015 12:52

La bomba atomica italiana

La bomba atomica italiana

Estate, vacanze. Il cielo sin troppo sereno di quest’estate caldissima, appare sempre pieno di aerei che lo solcano: velivoli che lasciano lunghe scie bianche, altri che non ne lasciano affatto. Motori differenti? Carburanti diversi? Chissà!

Ci sono molte cose che restano inesplicabili oggigiorno, nonostante internet, i social network e la tv. Già, la televisione: appena riformata. Difficile spiegare come e perché questa riforma della RAI non cambi assolutamente nulla nella gestione della TV pubblica. Quella privata, rincorre la pubblica, tutte preoccupate dal livello dello share.

Domenica, 02 Agosto 2015 12:40

L’inganno dell’asilo

L’inganno dell’asilo

La televisione è prodiga nel mostrare le disgrazie del mondo, le sventure dei più sfortunati, forse deliberatamente torteggiati. I principali giornali le fanno eco sulla carta.

Si sa, le immagini ed i racconti delle miserie altrui alleviano il peso dei propri problemi ed in tempi come questi non è cosa di poco conto.

Martedì, 07 Luglio 2015 18:29

Se la Grecia uscisse dalla UE?

Se la Grecia uscisse dalla UE?

La vittoria dei no nel referendum greco ha inasprito i toni tra le due diverse visioni d’Europa, trasversali ai vari Paesi membri, alle classi sociali ed alle fasce generazionali: quella dei ricchi che difendono l’Unione, argomentando sulla sua indissolubilità finanziaria e monetaria, pena il cataclisma economico a danno di lavoratori e meno abbienti e quella delle fasce dei lavoratori produttivi, sempre più consapevoli delle imposizioni sovra governative, che quotidianamente impongono sacrifici economici e limitazioni alla libertà di lavoro. Stanchi della retorica del debito pubblico, essi auspicano sempre più numerosi, il ritorno alla sovranità effettiva degli stati membri.

Domenica, 05 Luglio 2015 22:39

Vaffanculo!

Vaffanculo!

Le consultazioni elettorali di questi “tempi moderni”, sono ordinariamente, negli stati democratici degli appuntamenti con la scontatezza. Tali e tante sono le alchimie di marketing poste in opera presso l’elettorato prima del loro svolgimento che l’esperienza della scontatezza del risultato, allontana sempre più elettori dalle urne.

In Grecia la disperazione delle persone e il senso civico nazionale sono prevalsi agli inquinamenti ed alle manipolazioni dell’opinione pubblica, operate sino a poche ore prima del voto, da parte di quell’avido interesse internazionale, che dopo aver fatto della Grecia un pollo da spennare, ne descrivevano un’immagine di nazione approfittatrice e insolvente.

Sabato, 20 Giugno 2015 17:56

Gli arroganti

Gli arroganti

L’affermazione dei giorni scorsi del premier greco Alexis Tsipras: “l’Europa deve smettere di ritenersi il sale della terra”, non ha mancato di suscitare attenzioni di opposto avviso. Anche l’interpretazione della frase è divergente: secondo la versione fornita dai nostri maggiori media, L’Europa non sarebbe più il motore economico del mondo, perché altri Paesi l’hanno superata o stanno per farlo. Insomma è il livello dell’economia che conta. Con questa interpretazione, che esclude una critica al ruolo politico della UE, la critica insita nell’affermazione ritorna al mittente. E’ con l’economia che si mangia, non con la soddisfazione dei cittadini meno abbienti.

Mercoledì, 29 Aprile 2015 19:06

La fine dello stato sociale

La fine dello stato sociale

Renzi affida oggi ad una lettera pubblicata dal quotidiano La Stampa, la richiesta “di verità d’informazione” per il suo “Italicum”, la legge elettorale che dovrebbe sostituire il precedente “Porcellum”, la pessima legge secondo la quale gli italiani sono andati a votare negli ultimi anni.

Nemmeno ai tempi dei governi berlusconiani si era visto uno schieramento così massivo di “grandi” giornalisti, che con ributtante piaggeria si affannano a sostenere sulla carta ed in TV, l’opera ed il pensiero del presidente del consiglio.

Bob Kennedy diceva che Il problema del potere è come fare in modo che gli uomini di potere vivano per il pubblico piuttosto che contro il pubblico

Ascoltare Renzi mentre arringa i giovani della Georgetown University, affermando che l’Italia è fuori dalla crisi, supera i limiti della decenza.

Il premier non deve aver scelto casualmente di lanciarsi in una boutade del genere solo dopo aver valicato i confini nazionali, visti i sonori ceffoni mollati dall'Istat con gli ultimi numeri sulla disoccupazione e sulla crescita, certificati persino dal Fondo Monetario Internazionale. In patria, avrebbe ricevuto un'accoglienza ben diversa questo suo lanciare il cuore oltre l'ostacolo: che poi, più che altro, è stato un lanciare la bugia oltre il naso. Nel suo sproloquio, Renzi ha detto che con le riforme possiamo addirittura avere un ruolo leader nei prossimi vent'anni, possiamo diventare una speranza per il resto d'Europa: abbiamo fatto la riforma delle pensioni e quella del lavoro, siamo la seconda potenza industriale del continente. D'accordo, è normale che un politico trovandosi all'estero tratteggi la migliore cartolina possibile del proprio Paese, ma non si può vendere il dipinto di un ritrattista di strada come fosse la Gioconda. Ma lui ci prova lo stesso, persino quando tutti i numeri bocciano senza appello l'operato suo e del suo governo.

Schianto volo Germanwhings: alcune semplici domande.

In questo disastro aereo che si accoda agli altri due occorsi nei mesi scorsi, sulla cause dei quali non è stata ancora proposta una verità certa, vi sono molte domande che restano senza risposta.

Dopo il tempestivo annuncio dell’accaduto offerto ai media dal CEO della compagnia, nel corso del quale era percepibile lo sconcerto per l’incidente e la difficoltà ad ipotizzarne le ragioni, abbiamo assistito in un celere crescendo all’emergere della verità.

Una verità che, per come è stata proposta, evidenzia alcune semplici incongruenze.

Lunedì, 16 Febbraio 2015 22:16

I “paladini” della democrazia

I “paladini” della democrazia

La convinzione d’essere liberi e di vivere in un’autentica democrazia è oggi profondamente radicata. Tuttavia molti si accorgono che al di là di aver ottenuto solo il 73° posto nella libertà di stampa, nella recentissima classifica stilata da “Reporter senza frontiere”, alcune delle nostre pregresse facoltà d’italiani liberi sono state drasticamente ridimensionate.

Certo, è giusto non porsi al volante di un’auto ubriachi e incoscientemente porre in pericolo la vita propria e altrui; fumare in un luogo pubblico, ledendo la libertà degli altri; essere sorvegliati da telecamere mentre si esegue un’operazione al bancomat o si passeggia nelle vie del centro pedonale. Sicurezza e salubrità innanzitutto. Meno comprensibile per un onesto cittadino, appare l’essere condizionato dalla normativa anti riciclaggio o dover rendere conto al fisco di quanto spende per i fatti propri.

Giovedì, 08 Gennaio 2015 18:40

Alla vigilia delle nuove crociate

Carlo Martello alla Battaglia di Poitiers, nel dipinto di Charles de Steuben conservato al Museo di Versailles

Non c’è più tempo.

Con la crisi economica ed occupazionale che sospinge sempre più persone a nutrire dubbi e risentimento verso le politiche della UE, impostore politico, più che sovrastato legale; con le insofferenze di piazza alla massiva immigrazione islamica nella cultura occidentale e le difficoltà crescenti nell’infondere efficacemente nell’opinione pubblica idee e visioni funzionali al concetto di “ineluttabilità della globalizzazione”, bisogna addivenire allo scontro di civiltà.

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