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Sabato, 23 Luglio 2016

Cosa rimane della “democrazia alla Merkel" dopo 11 anni

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Cosa rimane della “democrazia alla Merkel" dopo 11 anni

Schröder aveva lasciato alla cancelliera Merkel un’eredità impressionante: un paese stabile, un’economia in crescita, buoni rapporti con i principali Paesi del mondo. Come la “cancelliera di ferro” (“Die Eiserne Kanzlerin”) ha fatto uso di questa eredità? Per quale percorso 11 anni di democrazia di impronta Merkel hanno condotto la Germania e l’Europa?

Nonostante il fatto che la Germania sia la leader economica dell'Europa e conservi l'ultima parola nelle politiche dell'UE, i fallimenti della Merkel in politica interna ed estera stanno diventando sempre più evidenti. Certo, a prima vista, la cancelliera è riuscita a ridurre il livello di disoccupazione in Germania ed ha portato l'economia ad una fase di ricrescita dopo la recessione del periodo post-crisi, ma la situazione nel Paese continua quotidianamente a peggiorare.

La politica estera confusa e la mancanza di volontà politica hanno portato ad un massiccio afflusso di migranti, provenienti dalle regioni di crisi del Medio Oriente e del Nord Africa. I migranti, oltre a causare un onere finanziario per il bilancio dello Stato, stanno destabilizzando la società tradizionale tedesca con la creazione di uno squilibrio demografico.

E’ ben noto che la popolazione tedesca registri una costante flessione, ammontante a circa 100.000 persone per anno. L'afflusso di migranti ha arrestato questo processo, ma non è in grado di eliminare del tutto questa tendenza. Il tasso di mortalità della Germania continua a superare il tasso di natalità. Secondo l'Agenzia federale di statistica, la donna media in Germania negli ultimi anni ha generato 1,4 figli. Un tasso di natalità più alto — 1,6 figli per donna — avrebbe rallentato questa tendenza verso il basso, ma non sarebbe stata comunque in grado di arrestare completamente il fenomeno. Il numero di morti è destinato ad aumentare. Di conseguenza, è evidente che la politica demografica attuata dalla Merkel non ha avuto successo.

Anche la situazione della criminalità sta peggiorando con l'afflusso di migranti. Questo nonostante che i migranti costituiscano poco più del 10% della popolazione e che incidano per poco più del 25% dei reati commessi (anche se alcune fonti sono solite collocare la percentuale oltre il 30%). In sintesi, gli stranieri commettono oltre l'80% di tutti i crimini violenti. Tuttavia, le autorità preferiscono tacere su questi dati, al fine di non provocare ulteriori reazione anti-migranti. Decine di mafie dell'est e di clan della criminalità organizzata con base in Africa hanno arruolato tra le loro fila ladri, rapinatori e spacciatori in tutta la Germania. A peggiorare la situazione, le città tedesche traboccano di droga e il tasso di mortalità derivante dal suo consumo è in rapido aumento. Nel 2015, questa cifra era salita al 20%.

L’incremento delle attività criminose ha aumentato la demoralizzazione tra le forze dell'ordine. Per esempio, vi sono alcuni poliziotti che hanno timore di agire nelle cosiddette "zone di illegalità", come a Duisburg, dato che sono consapevoli che gli eventuali attacchi mossi contro di loro da soggetti provenienti dal Medio Oriente rimarranno impuniti. La Germania è così passata da fulcro dello stato sociale europeo a epicentro della criminalità organizzata del continente. Tuttavia, i servizi segreti tedeschi meritano ancora credito per la prevenzione degli attacchi terroristici nel Paese. È possibile, tuttavia, che esista un tacito accordo che obbliga le organizzazioni criminali a sopprimere le attività terroristiche in cambio di una certa libertà di azione.

La situazione ambientale è un altro settore che si sta deteriorando a causa del flusso di migranti. Molti tra loro non sono abituati ad usare i bidoni della spazzatura, per non parlare di un sofisticato sistema di riciclaggio. Mucchi di spazzatura e liquami sono ora spesso visibili lungo le strade in tutto il Paese.

Nonostante l'immagine della Germania sia accreditata d’essere uno dei pilastri della democrazia nel mondo, la libertà di espressione nel Paese continua a soffrire di sempre maggiori restrizioni. È infatti praticamente impossibile pubblicare un articolo sui media locali, che sia contrario alla politica del governo. Le presentazioni dell'articolo sono bloccate a livello editoriale.

Ci sono anche numerose lacune nella politica estera del paese. Durante il regno della Merkel, la Germania non è stata in grado di rispondere adeguatamente alle crisi che si sono verificate alle frontiere dell'UE. La sua politica estera lenta ed esitante ha prodotto centinaia di migliaia di vittime negli stati un tempo stabili. L'intervento militare in Libia e il conseguente rafforzamento dei terroristi in questo Paese e nella regione, sono il risultato anche dell’inattività politica della Germania.

Nonostante le critiche della Russia per quanto riguarda la Siria, la Merkel stessa non è stata in grado di proporre iniziative costruttive per risolvere la crisi. La politica tedesca incoerente nei confronti dell'Ucraina ha portato questo Paese alla guerra civile. Sarebbe opportuno ricordare che il sig Steinmeier, ministro degli esteri tedesco, è stato uno dei garanti dell'accordo siglato tra l'ex presidente dell'Ucraina Yanukovych e l'opposizione di Maidan e tuttavia la Germania non si è mai vista insistere sulla sua attuazione. La successiva guerra civile ha causato migliaia di vittime tra la popolazione civile dell’Ucraina e le sanzioni alla Russia hanno danneggiato in modo significativo il rapporto con uno dei principali partner del commercio estero della Germania. In generale,l'intero sistema di sicurezza europea è stata minato.

Indubbiamente, ci sono ragioni per cui la Germania persegue questo tipo di politica estera: Merkel è sotto tremenda pressione da parte degli Stati Uniti. Deve cercare l'equilibrio tra gli interessi del suo popolo e le richieste di Washington. Il fatto che la maggior parte delle riserve auree della Germania si trovino ancora negli Stati Uniti, non deve essere sottovalutato. Inoltre, diverse centinaia di basi militari degli USA (287) sono localizzate in Germania, anche se la linea di confronto con il suo principale rivale geo-politico dell'Occidente — la Russia — si era spostato molto più a Oriente già molto tempo fa. Allo stesso tempo, la forza della Bundeswehr, dopo l'ultima riduzione del numero degli effettivi, ha raggiunto il valore più basso della sua storia con 177.000 uomini, mentre nel Paese, ci sono oltre 40.000 soldati Usa. Ovviamente, in tali circostanze, la Germania non può perseguire una politica estera indipendente e resistere alla volontà degli Stati Uniti. Il riavvicinamento tra la Russia e la Germania costituirebbe una minaccia diretta per il dominio degli USA nell'area euro-atlantica.

Di che tipo sarà l’eredità che lascierà la cancelliera Merkel? Un'economia minata, campi profughi, il tasso di crimini più mai registrato, una UE castrata, una crescente instabilità internazionale. Frau Kanzlerin! È giunto il momento del suo naturale avvicendamento!

 

Fonte: https://southfront.org/11-years-of-merkels-democracy/

 

Traduzione  a cura di Pergine Vox

 

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