Contenuto Principale
%PM, %11 %609 %2016

La Russia confina con la Siria

Postato da  
La Russia confina con la Siria

La battaglia per Aleppo infuria più che mai e lo scontro tra gli Stati Uniti e la Russia ha raggiunto un livello di pericolosità che è superiore a quello della crisi di Cuba.

 Il dispiegamento dei più avanzati sistemi russi di difesa aerea a protezione della basi navali di Tartus e Latakia e di quella aerea di Hmeymim, è stato rafforzato ulteriormente pochi giorni fa dall'arrivo degli S-300VM Antej-2500. In altre parole, la risposta alla rinnovata intenzione statunitense di lanciare una campagna di bombardamenti contro l'esercito siriano non è stata solo la creazione da parte dei russi di una no-fly zone ma la ferrea determinazione di farla rispettare. E' notizia di queste ore che Washington ha respinto il piano di bombardamenti, rinunciandovi per il momento.

L'avvertimento russo ha funzionato. Tutto finito allora? No, per niente.
Aleppo non è stata riconquistata completamente: i quartieri in mano agli jihadisti sono diminuiti e si è ristretto il territorio da loro controllato complice il fatto che il flusso di rifornimenti dalla Turchia è grandemente diminuito ma non c'è stata ancora nessuna resa o sconfitta del nemico. E' triste dirlo, ma la popolazione nella zona controllata dai "ribelli" appoggia il nemico ed è ostile al governo di Damasco e questo costituirà un problema in futuro. Infatti: perché tenersi in casa gente che non solo ha collaborato con il nemico ma si è a tal punto identificata con esso da considerarlo un liberatore? Nel giro di pochi mesi potremmo assistere ad una nuova "emergenza profughi" e si riverserà sull'Europa una nuova fiumana mista di delinquenti assassini e di traditori, tutti con in bocca il sapore amaro della sconfitta a cui stanno andando ora incontro.

In generale l'Europa e in particolare l'Italia ha sempre appoggiato i nemici di Damasco e quindi è naturale che saremo noi europei a subire una parte delle conseguenze migratorie. In fondo, ai ribelli sono state fatte delle promesse: combattere e dopo la caduta di Assad ottenere una piccola parte di Siria in cui vivere, farsi una famiglia ed avere un lavoro. Effettivamente, molti di loro hanno avuto la loro piccola parte di Siria: sotto terra, assieme agli altri e non credo si faranno mai più una famiglia. La situazione non volge a favore dei nemici della Siria ma l'avanzata delle truppe governative non è nemmeno quella cavalcata vittoriosa ed istantanea che gli ingenui potrebbero credere. La Storia è piena di guerre cominciate male per una delle parti coinvolte e terminate ancora peggio, dopo una parentesi in cui sembrava che gli sconfitti dovessero invece vincere. Pensate a Troia e a come è stata devastata dai Greci, quando sembrava che i troiani potessero finalmente vincere e vivere in pace.


Dov'è il problema in questo caso? Il problema è evidente, per chi lo vuole vedere e di esso si è già parlato a lungo. Il problema è la Russia, non la Siria.
Il meccanismo delle "Primavere Arabe" è stato messo in moto per espellere completamente la Russia dal Medio Oriente in modo che il metano e il petrolio dei Paesi Mediorientali arrivasse a prezzi di favore in Europa e nel mondo, soppiantando quello russo venduto attraverso le condotte poste fin dai tempi sovietici. Priva delle sue basi in Libia e Siria, la Russia avrebbe perso anche il Mediterraneo, ridotto al ruolo di semplice lago americano da mare chiuso che da sempre ha permesso scambi e collegamenti tra civiltà diverse.

Rintanata ben dentro il Mar Nero la Russia avrebbe dovuto subire, inebetita, la perdita definitiva dell'Ucraina e in particolare della Crimea. La distruzione dell'Iran sarebbe stato l'ultimo tassello per la conquista americana del Caucaso attraverso un caos pilotato. Da qui ad insediare un governo fantoccio a Mosca il passo doveva essere breve, in una Russia indebolita economicamente, priva di forza militare perché priva di orgoglio ed autostima e divisa in vari protettorati occidentali. Il sogno di Brzezinski fatto realtà.

Dopo la Russia, la Cina: il ricordo della grandezza del Celeste Impero sarebbe stato consegnato per sempre alla Storia.
Questo è il piano dei neocon americani che non hanno esitato ad assassinare tremila loro concittadini pur di avere il pretesto di avviarlo: si dice che la fortuna aiuti gli audaci ma è anche vero che il Cielo punisce l'arroganza insensata che travalichi i limiti comprensibili della natura umana. I neocon americani e i loro servi vassalli in Europa hanno preferito ignorare questa verità.
La Libia ha resistito più del previsto, la Siria è andata oltre subendo affronti terribili ma dopo cinque anni di guerra è ancora compatta ed unita. L'attacco aereo americano a Deir El-Zor ha compiuto quello che non hanno fatto le svastiche in parata a Kiev o il dispiegamento delle basi antimissili in Romania e Bulgaria: la Russia ha finalmente aperto gli occhi capendo che non può più fidarsi degli americani che adesso comandano a Washington. Questa è una guerra per la distruzione della Russia, non per la democratizzazione della Siria.


Che fanno gli americani? Manifestano il comportamento del prepotente messo in un angolo mentre le busca, abituato come era solo a darle.
Sbraitano minacce. Lo fa il generale Mark Milley quando parla il 4 di ottobre alla conferenza annuale dell'Associazione dell'Esercito degli Stati Uniti promettendo morte e distruzione a tutti i nemici del modo di vivere americano. E' facile immaginare che avesse in mente quei bastardi del Cremlino che non hanno mai smesso davvero di essere comunisti ma di sicuro c'è qualcosa anche per gli iraniani e per tutti quei cinesi che non si riesce mai a distinguerli uno dall'altro.
Invocano assurde azioni legali. Un tribunale internazionale per crimini di guerra contro Siria e Russia, colpevoli di combattere i terroristi islamici. Gli stessi che secondo Washington hanno distrutto le Torri Gemelle di New York. E' inutile cercare di capire certe logiche.

Si lamentano di essere stati surclassati. Dai diplomatici russi, Sergej "Badass" Lavrov in testa. Lo ha riconosciuto John Kerry in una riunione riservata il cui audio è stato reso pubblico da un simpatico giocherellone che forse si era stancato di sentire sciocchezze. Magari nel corpo diplomatico russo c'è gente che ha studiato di più e più seriamente. Magari è gente più onesta, meno arrogante, che ha fatto tesoro di errori passati. Magari è gente che non avrebbe mai accettato di ammazzare tremila compatrioti per far partire un folle piano di dominio mondiale. Che ne dice signor Kerry? Potrebbe essere?

Tutto questo è il ringhiare di un sistema in pericolo di vita e col fiato corto, che vede nella sconfitta nel suo confronto con la Russia la causa ultima della propria fine. L'economia americana poggia su un debito complessivo impossibile da restituire e che prima o poi innescherà una crisi economica totale. Depredare le ricchezze delle altre Nazioni può che solo procrastinare la resa dei conti economica, non certo impedirla.

D'altra parte, la Russia scomparirebbe se uscisse sconfitta da questo confronto. L'America attacca perché insegue un sogno insensato di domino globale, la Russia reagisce perché vuole semplicemente sopravvivere, rifugiandosi nei suoi valori tradizionali che non contemplano cibi Frankenstein, matrimoni fra persone dello stesso sesso e una religione asservita alla finanza come nel mondo Occidentale. La partita che si decide a Damasco: la Russia confina a Sud ora anche con la Siria.

Fonte: http://www.pravdareport.com/

Lascia un commento

La redazione si riserva la facoltà d i pubblicare o meno i commenti inviati

Ricerca / Colonna destra

Notizie Random

  • Il crollo di una costruzione immaginaria
    Scritto da
    I governanti non guardano mai in faccia i risultati delle loro azioni se non quando, perduta una guerra, sono costretti dai vincitori a pagare i danni della sconfitta. Di fronte all’enorme catastrofe causata dall’unificazione europea e dalla moneta unica, non essendoci vincitori che li costringano a riconoscere quanto fosse sbagliato il loro progetto, continuano a fingere che l’“Europa” esista, piagnucolano (come ha fatto ultimamente anche il ministro Padoan) davanti ai proprietari della Banca centrale europea, ossia davanti a coloro cui hanno regalato la nostra sovranità e indipendenza, affinché abbiano pietà di noi e non ci mandino qualche lettera di reprimenda…
    Leggi tutto...

Redattore

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie premi il pulsante qui sotto