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UN NUOVO CORSO A PERGINE

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Le elezioni comunali del 26 maggio ed il ballottaggio del 9 giugno hanno segnato due nuovi eventi per Pergine Valsugana:
è stato eletto sindaco un uomo nuovo, un cittadino che dell’intraprendenza e della capacità di risolvere pragmaticamente i problemi ha fatto la propria personale fortuna; a Pergine si è registrata la più bassa percentuale di votanti della sua storia recente. Meno della metà dei perginesi si è infatti recata a votare domenica 9 giugno per il ballottaggio.

Sarà una consiliatura breve, di due anni, tanti ne mancano alla scadenza naturale della legislatura, interrotta dalle dimissioni forzate di Corradi.

Tuttavia anche se breve, questa fase politica nuova che si apre per Pergine ha attese e problemi rilevanti da affrontare.

Vi sono alcuni nodi irrisolti lasciati dalla precedente gestione, che sono evidenti anche agli occhi più distratti. Quel gran buco dell’area ex Cederna nel bel mezzo dello spazio urbano e quello stabile sbilenco a S.Cristoforo, nel mezzo di un crocevia trafficatissimo, prossimo al lago, sono li a ricordarlo ogni giorno a tutti.

La massa di disoccupati, che gravita anche in questo terzo centro del benestante Trentino, è un altro problema che, protraendosi, acuirà le difficoltà economiche di molte famiglie e potrà innescare ulteriori elementi di preoccupazione e disagio per tutta la comunità.

Pergine ha una storia che traspare dal suo centro storico e dai tratti architettonici di alcune frazioni. Risorse ambientali offerte dall’amenità del paesaggio e dall’attrattiva di un lago, che un tempo era meta di una qualificata frequentazione turistica e una tradizione artigianale che potrebbe essere promossa e rivalutata. Un'agricoltura che potrebbe trarre dalla frutticoltura e dalla viticoltura, maggiori soddisfazioni per i produttori, se maggiormente indirizzata verso le produzioni biologiche.

Nel programma del nuovo sindaco Oss Emer, vi sono molte idee, praticamente esposte, che toccano tutti gli ambiti produttivi della nostra città ed i problemi ad essi connessi, in attesa di risposte.

Una in particolare ritengo abbia colto nel segno più di altre, riassumendo in essa più temi determinanti per lo sviluppo ed il riordino della nuova Pergine. Di quella città che gli elettori  con il loro voto hanno pensato di vedere realizzata nel prossimo futuro.

La riqualificazione del centro storico. Vi sono palazzi e un’intera via (Maier,) che attestano la sobria bellezza di un centro ora inutilizzato, che andrebbe rivitalizzato mediante interventi intesi a riportare le botteghe, alcune attività artigianali tipiche, la creazione di alloggi da dare in affitto a giovani coppie e ad anziani autosufficienti sia dal punto di vista della salute che economico.

Un ensamble di vita, esperienze e dinamismo propedeutico per tutti. Per tutta la città.

Lo sviluppo del nuovo ospedale Villa Rosa, mediante la creazione di un centro di eccellenza riabilitativa, contribuirebbe a sviluppare attrazione sul modello di quanto avvenuto in altri centri, per persone provenienti da fuori provincia.

Un centro storico siffatto farebbe scaturire la richiesta di spazi da parte dei migliori marchi nazionali ed esteri, che produrrebbero attrazione di pubblico e potrebbero investire nel ripristino progressivo del patrimonio immobiliare urbano.

Insomma Pergine non è Cannes, con il suo golfo azzurro ed il suo festival del cinema che ha saputo fare del proprio centro storico un salotto commerciale a cielo aperto, ma potrebbe emularla ai piedi delle Alpi.

Le elezioni si sono chiuse. Votanti e astenuti continueranno ora la loro vita quotidiana: Pergine è di tutti, viviamola condividendo progetti e scelte con partecipazione, è un luogo in cui ora la vita potrebbe essere più bella!

 

Cinzia Albertini

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