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Pergine, un anno di consiliatura. Intervista al Sindaco Roberto Oss Emer

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Ad un anno dall’elezione a primo cittadino di Pergine Valsugana, abbiamo incontrato Roberto Oss Emer, al quale abbiamo rivolto una serie di domande su molti dei temi caldi della sua Amministrazione.

Signor Sindaco, ad un anno dall’elezione, inattesa alle forze politiche di UPT, in primo luogo, che avevano retto per lunghi anni il comune, come le sembra sia stata accolta dalla popolazione la nuova consiliatura?

La nostra Amministrazione si presenta per quello che è: come un’esperienza anomala. Per molte ragioni. Prima di tutto perché sarà un’esperienza breve, nata dalla fragilità e, forse, dall’imbarazzo della consiliatura precedente, che è finita sotto il peso di un episodio, ma soprattutto a causa delle contraddizioni politiche che aveva in sé. La nostra esperienza è inoltre diversa, per un motivo più profondo: perché è nuova e differente rispetto ad un passato dal quale vuole, garbatamente, ma fermamente, prendere le distanze.

Nessuno di noi è un professionista della politica; nessuno di noi vuole diventarlo. Noi, tutti, siamo qui protempore, come nella vita.

La nostra esperienza è diversa anche perché ha due obiettivi ambiziosi: perché vuol’essere “Amministrazione” prima che politica. Detto in altre parole: perché vuole dare risposte concrete ai problemi della comunità e, poi, perché s’impegna a ritrovare quello sguardo lontano, quello sguardo sul futuro, che forse negli ultimi anni è mancato.

Quando si forma una squadra di governo - intendo con questo termine non un gruppo di persone che gareggiano per vincere, ma un insieme coeso e unito che vuole portare avanti una o più idee, progetti e obiettivi – è necessario avere una visione d’insieme su ciò che si intende raggiungere.

 

Quali sono stati i primi temi ed i problemi a cui si è dedicato dopo l’elezione?

I primissimi mesi del mio impegno e quello della Giunta comunale, sono stati finalizzati a tentare di fornire alla cittadinanza alcuni segnali concreti ed evidenti di cambiamento, d’inversione di rotta, perché è ciò che i cittadini ci avevano chiesto con l’espressione del loro voto. Il cambiamento deve necessariamente passare attraverso le riforme, il rinnovamento, la trasformazione e, soprattutto, richiede decisioni coraggiose, forti ed in controtendenza.

Sono e siamo di passaggio, lo ribadisco e dunque proponiamo la nostra idea di futuro, perché oggi costruiamo il domani per noi e per i nostri figli. Uno dei primi obiettivi che ci siamo dati e che abbiamo perseguito, ben evidenziato anche nel  programma, è stato quello di ridurci sensibilmente i compensi, cioè la nostra indennità come amministratori, non per dire che noi siamo migliori di altri o per lanciare facili slogan, ma semplicemente perché lo abbiamo ritenuto doveroso nei confronti dei cittadini. Questa opzione ci consente un risparmio annuo di circa 60.000,00 euro e crediamo possa essere un segnale apprezzabile, anche se non certo risolutivo, aggiungendo che nel corso dell’anno appena trascorso nessuno degli amministratori ha mai presentato richieste di rimborso spese.

La politica, quella che non ci appartiene, deve assolutamente essere messa in discussione e noi lo stiamo facendo con le nostre scelte.

Seppure in un contesto, come abbiamo detto complicato e incerto, abbiamo cercato di concretizzare, attraverso i documenti contabili del bilancio, le nostre ipotesi di sviluppo per la comunità perginese, guardando al futuro con speranza e ottimismo, cercando di fare il meglio per i cittadini che ci hanno scelto, fiduciosi in un futuro migliore. Con queste premesse abbiamo cercato di operare con coerenza con quanto promesso in campagna elettorale e cioè con il programma degli indirizzi che questo Consiglio comunale ha approvato nel 2013, tenendo conto, al tempo stesso, delle indicazioni e delle prescrizioni dateci dal Patto di Stabilità, che impone regole che non possono essere  disconosciute e che influenzano la programmazione stessa.


Uno dei temi della sua campagna elettorale, riguardava la gestione delle importanti società partecipate dal Comune: a che punto siete con l’annunciata ristrutturazione?

In materia di società partecipate del Comune abbiamo voluto, con determinazione, indirizzare il nostro operato verso una riduzione dei compensi spettanti ai membri del Consiglio di Amministrazione. Possiamo affermare, con soddisfazione, che riusciremo ad avere un risparmio di risorse pari a circa 40.000 euro annui.

Abbiamo puntato, come evidenziato nel programma di governo, su competenza e professionalità e riduzione dei costi e ne sono un ulteriore testimonianza le nomine effettuate in seno ai Consigli di Amministrazione.

 

Nella sua azione di rinnovamento ha trovato sia all’interno del Municipio che da parte delle forze politiche di opposizione collaborazione fattiva?

Cerco e tentiamo insieme di prestare la nostra esperienza, la nostra professionalità, la nostra competenza e di metterla a disposizione degli altri e lo facciamo assieme a tutta la struttura amministrativa, diversificata, complessa ed eterogenea che collabora con sinergia e impegno, ciascuno per la propria parte (amministratori, dirigenti, funzionari, impiegati, operai, tutti, nessuno escluso…), con l’unico obiettivo di lavorare per una comunità di cui si è parte attiva.

Il nostro programma di governo non è un elenco di promesse, perché non vogliamo illudere nessuno. Nella prima parte, infatti, il documento individua ambiti ben definiti e le azioni che ci impegniamo a portare a termine, consci di ciò che possiamo realmente fare. Nella seconda parte sono state evidenziate le problematiche che si trascinano da anni e che la nuova Amministrazione si impegna a sostenere per la loro risoluzione. Tuttavia, le scelte fondamentali per la Città non possono avere colore o bandiera politica, ma devono -se possibile - essere una sintesi attenta e obiettiva anche di posizioni contrapposte, finalizzate a perseguire l’idea per la quale noi siamo “al servizio dei cittadini”. Quando ad un modello, ad un principio se ne contrappone un altro ed entra in gioco la dialettica, spetta a chi governa saper fare sintesi e agire, con senso di responsabilità e impegno.

Siamo perfettamente consapevoli che le idee di governo possono essere diverse, ma avevamo auspicato che il documento di sintesi potesse trovare condivisione e approvazione da parte di tutte le forze politiche, quale segnale verso la comunità di un nuovo percorso dialettico e d’unità di sforzi e d’intenti per superare in maniera sinergica e collaborativa la difficile congiuntura.

Le minoranze compatte si sono astenute nella votazione del bilancio preventivo 2014. Le stesse minoranze si sono successivamente astenute anche nella votazione sul conto consuntivo 2013, derivante, peraltro, da un bilancio preventivo da loro precedentemente approvato. Mi dicono che questo modo d’agire sia prassi: la minoranza o si astiene o vota contro. Io non mi abituerò mai a queste “dinamiche”.

Noi comunque, in prima persona, risponderemo del nostro operato e delle nostra scelte, in quanto chi oggi governa è responsabile del presente e in parte proietta le scelte che ha operato sul futuro. Tutti noi siamo responsabili, consiglieri di maggioranza e di minoranza, in quanto eletti e quindi delegati e chiamati al governo ed al controllo della Città.

Per quanto ci riguarda direttamente, stiamo perseguendo i nostri progetti, armonizzandoli e integrandoli anche con i suggerimenti e le proposte delle altre forze politiche e ritengo che di questo tutti possano darci atto; molte infatti sono state fino ad ora le interpellanze e le mozioni presentate dalle minoranze, la stragrande maggioranza delle quali è stata condivisa e votata.

 

Pergine è cresciuta in fretta negli ultimi anni, allargandosi territorialmente specialmente a seguito l’accorpamento delle frazioni circostanti, assommando in tal modo i problemi generati dalle legittime esigenze locali, ai nuovi derivanti dalle dinamiche di interconnessione e ripianificazione del tessuto urbano, come vi siete attivati per risolverli?

Riteniamo che ogni settore, dall’economia alla cultura, al sociale, all’ambiente, per citarne alcuni, abbiamo pari dignità e necessitino di attenzione e pensiamo che sia fondamentale creare una rete di collaborazioni con le frazioni, esse stesse parte integrante della Città, con i soggetti pubblici e/o privati presenti sul territorio, con le strutture esistenti per fare rete, in un’ottica di valorizzazione e risparmio di risorse.

La nostra azione di governo non può prescindere dalla realtà di cui è parte, ma deve necessariamente confrontarsi e dialogare con essa, per questo abbiamo proposto, fin da subito, incontri nelle frazioni, non solo finalizzati all’elezione dei rappresentanti (tutti riconfermati, salvo alcune nomine nuove), ma anche per conoscere le problematiche delle varie località, le necessità e per coglierne i punti di forza. L’ascolto e il confronto dialettico devono essere in primis gli elementi fondanti di ogni azione perché ne scaturisce conoscenza e, dunque, capacità di valutazione.

Siamo sempre più attenti alle problematiche delle frazioni che hanno pari dignità del centro ed abbiamo instaurato un buon rapporto con i rappresentanti frazionali, che sono i fiduciari dei censiti piuttosto che del sindaco. Fin dall’inizio della consiliatura si è cercato d’intrattenere un rapporto diretto con i rappresentanti frazionali dapprima attraverso due incontri formali, il primo in occasione della nomina ed il secondo durante una riunione collettiva, per stabilire le modalità operative. Successivamente sono state effettuate numerose visite e sopralluoghi “a chiamata” nelle frazioni, per risolvere in tempo reale alcune problematiche, iniziative che sono state particolarmente apprezzate dagli abitanti.


Pergine è il terzo comune del Trentino e le statistiche lo indicano ancora in crescita demografica. Dispone delle risorse economiche di bilancio, sufficienti per attuare gli interventi pubblici utili alla propria cittadinanza?

Il bilancio che siamo andati ad esporre, discutere ed approvare evidentemente non è ricco   come i precedenti considerate le limitatissime risorse finanziarie a disposizione. Riteniamo comunque che i cittadini siano perfettamente consapevoli delle difficoltà dell’Amministrazione e di questo ne abbiamo avuto conferma durante i numerosi incontri avuti. Anche le richieste, peraltro sempre molto contenute, pervenute da parte, ad esempio, dei rappresentanti frazionali vanno in questa direzione.

Quando si è insediata la nuova Amministrazione nel giugno 2013, il bilancio era già stato approvato dalla precedente Amministrazione, corredato dal relativo piano economico gestionale e con gli impegni di spesa già programmati. Pertanto, sino all’approvazione del nuovo bilancio 2014, i margini per promesse erano pressoché inesistenti. A titolo d’esempio, i lavori, le opere e gli interventi che sono stati eseguiti da giugno 2013 a maggio 2014 sono quelli previsti dalla precedente Amministrazione, fatto salvo per qualche somma urgenza.

Certamente i vertici provinciali non ci hanno aiutato (peraltro noi come gli altri comuni), visto che solo a maggio 2014 si è avuta la certezza dei trasferimenti e contezza delle risorse disponibili, potendo conseguentemente solo dopo quella data approvare il bilancio 2014. Ora, approvato il PEG, possiamo partire con i lavori nelle frazioni centellinando le poche risorse a disposizione, considerando che nel territorio comunale vi sono ben 22 frazioni oltre ai masi ed agli agglomerati sparsi e che numerose frazioni corrispondono come entità demografica e superficie ad un comune medio del Trentino, spesso con tutte le problematiche connesse.

Ecco di seguito i principali interventi previsti:

- Centro Servizi: interventi straordinari € 330.000,00;

- Scuola elementare Susà: ampliamento € 500.000,00

- Canale: realizzazione parco e parcheggio € 370.000,00;

- Centro sportivo Costa e stadio ghiaccio: interventi straordinari € 300.000,00;

- Valcanover allargamento strada accesso per Santa Caterina € 275.000,00

- Via Cimirlo – via Rosmini – via S.Martino: realizzazione rotatoria € 300.000,00

- Cirè – Dos de la Roda: realizzazione marciapiede e ciclabile € 300.000,00;

- Interventi sulla viabilità e marciapiedi € 1.000.000,00

- Altri interventi su strade, parcheggi e arredo urbano € 655.000,00

- Interventi sull’illuminazione pubblica € 415.000,00

- Nogarè: realizzazione parco giochi € 245.800,00;

- Interventi presso Parco Tre Castagni € 340.000,00

- Interventi su territorio e ambiente € 335.000,00;

- Interventi su edifici comunali ed edilizia scolastica € 585.000,00;

- Interventi su impianti sportivi e servizi turistici 222.000,00;

- Interventi su cimiteri 627.946,00

 

Nello specifico signor Sindaco, a Pergine sussistono vari problemi urbanistici. Che cosa è stato fatto e cosa intendete attivare per la loro risoluzione?

Chi negli anni scorsi ha fatto la pianificazione urbanistica, ammesso che si possa definirla così, non ha minimamente supposto che da uno sviluppo edilizio residenziale, potesse derivare uno sviluppo demografico, oppure ha sottovalutato il problema.

Negli ultimi 10 anni c’è stata una costante evoluzione demografica, che ha provocato un considerevole aumento dei bambini, che necessitano di strutture pubbliche quali: asili, scuole materne, scuole di primo grado. Ho l’impressione che nella stesura del piano regolatore, siano stati accontentati quelli che chiedevano di rendere edificabili i loro terreni per esigenze personali o per i figli e questo è giusto e legittimo, ma spesso è avvenuto anche con intenti speculativi, senza considerare ciò che poteva accadere dal punto di vista demografico. Ora però che il problema è all’ordine del giorno ci accorgiamo che è troppo tardi. In questo modo non si pianifica, si rincorre, e rincorrere significa non amministrare oculatamente.

Perché è troppo tardi?

Troppo tardi perché in numerose frazioni vi sono problemi di sovraffollamento, di scarsità di spazi esterni idonei per la ricreazione ed il gioco dei bambini, di sicurezza negli accessi e di posteggi. Attorno ai plessi scolastici non vi sono aree di espansione; spesso sono sature o sono a destinazione edificabile con costi per eventuali espropri proibitivi per le attuali risorse della pubblica amministrazione. Anche le previsioni urbanistiche spesso non prevedono la possibilità di esproprio e la spending revue non consente comunque all’Amministrazione di procedere all’acquisto di immobili o di aree. Gli unici strumenti utilizzabili, oltre all’esproprio, sono le perequazioni o le permute, che dipendono comunque dalla disponibilità del privato cittadino.

Comunque mercoledì 25 p.v., presenteremo il piano di mobilità. In esso non sarà presente la discussa “variante mochena” che riteniamo inutile per risolvere i reali problemi di traffico connessi in alcune ore del giorno alla viabilità di viale degli Alpini e viale Dante, con ciò evitando un ulteriore impatto negativo per il territorio. Faremo alcuni interventi per le uscite verso il lago, funzionali alla scorrevolezza ed alla sicurezza viaria.

 

La delibera relativa alla risoluzione del problema delle cosiddette “Soffitte fantasma”, data la sua ampiezza e interesse ha destato particolare attenzione nella comunità e agitazione all’opposizione. E’ stato forse il lungo tempo intercorso senza trovare una soluzione legittima o le modalità normative adottate a destare più scalpore?

Come promesso in campagna elettorale ci siamo attivati per risolvere il problema delle cosiddette “soffitte fantasma”, problema che da anni assillava numerose famiglie. Lo stiamo portando a termine. La provincia ha di fatto dato il benestare alla soluzione da noi individuata ed essa sarà annunciata per la prima adozione in Consiglio comunale verso la fine di luglio.

Quello del recupero dei sottotetti rappresenta uno dei temi più importanti che la nostra Amministrazione si è trovata ad affrontare. Abbiamo affrontato il problema, perché di un problema si tratta anche se qualcuno non lo ritiene tale, sulla base di analisi tecniche, che ci hanno permesso di fare delle stime sul numero degli edifici e delle unità immobiliari potenzialmente interessate. Nel corso degli incontri con i capigruppo abbiamo dettagliatamente spiegato il metodo utilizzato per queste analisi, perché riteniamo che i numeri senza una spiegazione del processo che li ha generati non abbiano senso. Le minoranze scrivono che la norma tanto contestata “…non era ridicola, semmai chi l’ha scritta doveva essere più chiaro nella stesura”, sembra tanto uno modo per scaricare la responsabilità politica sul personale tecnico. Credo sia chiaro a tutti che una norma, nel bene e nel male, viene approvata prima dalla Giunta e poi dal Consiglio Comunale, che quindi, di fatto, sottoscrive a valida i contenuti e la forma di un provvedimento.

In un momento di profonda crisi, nel quale le aree edificabili rimangono inutilizzate ed i nuovi appartamenti rimangono per anni in vendita, la proposta adottata permetta ad una famiglia che non dispone delle risorse finanziarie necessarie per l’acquisto di una nuova unità immobiliare, di realizzare, a costi contenuti, nuovi spazi abitativi per sé o per i congiunti, creando le condizioni per favorire il riutilizzo degli spazi esistenti e preservando il territorio da nuove aree insediative.

Appare pertanto incomprensibile l'ostinata posizione di parte dell'attuale minoranza, la quale si oppone con tutte le forze alla soluzione del problema. Appare infatti difficile immaginare che da parte del PD e dell'UPT non sia stata compresa la reale portata di questo problema, che affligge il comune di Pergine Valsugana da quasi un decennio.

Risulta quindi evidente che la mancanza di volontà e l’incapacità di risolvere i problemi del nostro territorio siano nel DNA di chi rappresenta localmente queste forze politiche, come peraltro dimostrato dall'assoluta inerzia della precedente Amministrazione su temi strategici per la comunità, oppure vi siano altri elementi o interessi a noi sconosciuti, che rendono preferibile mantenere vivo e insoluto il tema delle cosiddette “soffitte fantasma”, anche a discapito delle numerose famiglie che, dalla soluzione adottata nell'ambito della variante al PRG recentemente approvata, potrebbero trarre beneficio.

Potrebbe fare qualche precisazione?

Come previsto il tema del recupero a fini abitativi dei sottotetti, oggetto di uno dei temi trattati nell’ambito della variante n. 1/2014 al PRG, ha scatenato un acceso dibattito tra l’Amministrazione e parte delle minoranze. Per esse, non si tratta più di un problema da risolvere bensì di una “crociata” politica contro presunti privilegi a favore dei possessori di sottotetti non abitabili. Al riguardo, ritengo significativo rilevare come le uniche osservazioni pervenute sulla Variante siano quelle a firma di parte della minoranza. Osservazioni che peraltro, a mio avviso, sarebbe stato utile presentare nel corso degli incontri con i Capigruppo.

Mentre nessuna osservazione ci è pervenuta da parte di privati cittadini.

Ciascuna opinione sulle scelte proposte dalla nostra Amministrazione è legittima, tuttavia ritengo che dovere di chi amministra sia trovare la soluzione ai problemi presenti sul territorio, indipendentemente dalle cause che li hanno provocati. Poco importa il nostro giudizio sui contenuti della variante 2002 che, per il tema soffitte, ha generato l’attuale situazione. Quello che veramente conta è trovare una soluzione. Noi l’abbiamo fatto e siamo convinti che, con l’attuale quadro normativo e regolamentare, sia la migliore soluzione possibile.

 

Le soffitte fanno parte del più ampio contesto normativo previsto dalla nuova variante: quali sono gli obiettivi previsti?

Va innanzitutto chiarito che se è pur vero che l’obiettivo di risolvere definitivamente l’annoso problema delle soffitte rientrava nel programma di governo dell’attuale Amministrazione, gli obiettivi che ci siamo posti nel predisporre la variante, sono di ben più ampio respiro. Tali obiettivi sono riconducibili alla volontà di attivare processi tesi al contenimento del consumo di suoli ed al miglioramento della qualità e sostenibilità degli insediamenti e degli spazi già urbanizzati. Processi che assumono sempre maggior rilevanza anche in ragione della attuale congiuntura economica sfavorevole, posto che consentono di sostenere l'offerta abitativa attraverso dinamiche sostenibili sotto il profilo economico.

Per quanto riguarda l’aspetto specifico del recupero dei sottotetti a fini abitativi, va ribadito che la scelta è stata quella di dare riscontro a molteplici esigenze socio-economiche e non solo di risolvere la “questione soffitte”, privilegiando una soluzione che va sia nella direzione di permettere nuove unità abitative come residenza per i figli, sia di consentire l’aumento delle superfici utili delle unità abitative esistenti, nell’intento di corrispondere alle mutate esigenze familiari. Ciò consente una assoluta integrazione fra l'esigenza di rafforzare nella pianificazione modalità alternative alla sola espansione urbana, pur consentendo una risposta efficace alla richiesta di soddisfare le condizioni abitative primarie. In sostanza, la variante risponde alla necessità di fornire ai cittadini un’opportunità di recupero di spazi abitativi con investimenti contenuti, in alternativa all’acquisto o alla costruzione di nuove unità immobiliari a costi che, nell’attuale situazione economica, risultano per molte famiglie improponibili, in un momento di profonda crisi, nel quale le aree edificabili rimangono inutilizzate ed i nuovi appartamenti rimangono per anni invenduti.

La proposta adottata, permette ad una famiglia che non dispone delle risorse finanziarie necessarie per l’acquisto di una nuova unità immobiliare, di realizzare, a costi contenuti, nuovi spazi abitativi per sé o per i congiunti, creando le condizioni per favorire il riutilizzo degli spazi esistenti e preservando il territorio da nuove aree insediative.

 

La nuova variante interverrà anche sul tema del recupero e del rinnovo del patrimonio edilizio esistente che, com’è noto, a Pergine ammonta ad oltre 1200 alloggi inutilizzati?

È del resto sufficiente dare uno sguardo al panorama normativo urbanistico odierno, per notare come sia assolutamente diffuso e frequente ritrovare misure volte a favorire il recupero del patrimonio edilizio esistente. Il tema del recupero e della riqualificazione del patrimonio edilizio è peraltro un principio ormai consolidato e assunto dalla moderna pianificazione, i cui effetti riscontrano valenze positive sotto diversi profili:

- Risparmio di suolo: la possibilità di incrementare la superficie abitativa del patrimonio edilizio esistente, ampliando le unità già presenti o creandone di nuove, attiva un processo virtuoso di densificazione delle aree residenziali esistenti e, di norma, non richiede nuove opere di urbanizzazione, ma produce uno sfruttamento efficiente di quelle esistenti, riducendo la pressione edificatoria verso aree di nuova espansione, effetto che, a sua volta, si traduce in un risparmio di suolo agricolo;

- Efficientamento energetico: un intervento edilizio connesso al recupero abitativo, genera una riqualificazione che non si limita spesso solo al piano sottotetto, ma coinvolge l'intero edificio, sia sotto il profilo estetico e funzionale che attraverso una riqualificazione strutturale ed energetica;

- Aspetti sociali ed economici: il recupero abitativo permette non solo la creazione di nuove unità abitative senza incidere sul consumo di suolo, ma può consentire un aumento delle superfici utili degli alloggi esistenti, permettendo così un miglioramento dell'offerta abitativa rispetto alle mutate esigenze familiari, attraverso dinamiche sostenibili anche sotto il profilo economico.

Appare quindi riduttivo e limitante, valutare i contenuti e la portata della variante solo con riguardo alla questione delle soffitte.

La variante considera il tema del recupero del patrimonio edilizio e la qualificazione degli spazi abitativi in una prospettiva più organica, affrontando molti degli aspetti che lo connotano nell’intento di attivare dinamiche virtuose di recupero del patrimonio edilizio esistente, il miglioramento degli standard di qualità dell’abitare e dei relativi spazi di relazione.

L’obiettivo di incentivare il recupero e la qualificazione degli spazi insediativi, si traduce nella definizione di misure ed azioni che non si limitano ad estendere le possibilità di recuperare il sottotetto a tutti gli edifici esistenti alla data di adozione della variante stessa. Esso è teso da un lato a sostenere ed incentivare maggiori standard di qualità e vivibilità dell’abitare tali spazi, con l’introduzione di parametri più favorevoli rispetto a quelli della normativa in vigore (consentendo ad esempio la sopraelevazione fino al raggiungimento di un’altezza in banchina pari a m. 2,20 rispetto agli attuali m. 1,50 per consentire l’apertura di affacci orizzontali), la cui attuazione è comunque subordinata al parere conforme della Commissione edilizia in funzione del rispetto di criteri progettuali, volti ad assicurarne l’inserimento corretto, anche visivo, rispetto all’intorno, dall’altro a qualificare gli spazi di pertinenza della residenza, attraverso una definizione più mirata della disciplina sugli “spazi parcheggio privati” ed una regolamentazione più puntuale della dotazione di “spazi gioco per i bambini”.

Non va peraltro dimenticato che, alle misure previste dalla Variante, l’Amministrazione ha affiancato una modifica al regolamento comunale per il contributo di concessione, approvata dal Consiglio Comunale contestualmente all’adozione della Variante stessa, intesa a ridurre al minimo le aliquote da applicare per il calcolo del contributo, nel caso di recupero dei sottotetti a fini abitativi, qualora gli interventi consentano di portare l’unità immobiliare ad una classe energetica “A” o superiore.


Quale metodo è stato adottato per la formazione della Variante?

Tutto l’iter di formazione della Variante è stato caratterizzato dalla massima trasparenza e dal confronto, sia con la parte tecnica che con quella politica.

Tale impostazione, aperta alla massima condivisione e finalizzata ad accogliere proposte e suggerimenti costruttivi, non sembra però essere stata molto apprezzata da parte delle minoranze, le quali hanno insistentemente contestato la mancata nomina della “Commissione Urbanistica Territorio e Ambiente”, quella stessa commissione che, ritengo non per volontà dei soggetti incaricati ma per un’evidente conflittualità politica tra le diverse anime della precedente maggioranza, non è stata in grado in diversi anni di attività di proporre una soluzione al problema delle cosiddette “soffitte fantasma”.

 

Quali sono le azioni a cui indirizzare l’attività della sua consiliatura in quest’ultima fase del mandato?

Siamo neanche a metà di un percorso che abbiamo iniziato nel 2013, con obiettivi che abbiamo raggiunto e altri ancora da focalizzare e precisare, in linea comunque con il programma e gli indirizzi di governo, che avevamo approvato all’indomani delle elezioni e presentato a questo Consiglio Comunale.

Tutti abbiamo sicuramente la consapevolezza che i tempi ci impongono scelte attente e prudenti ma comunque tali da non precludere il raggiungimento di mete e traguardi. Scelte pensate e valutate con un’attenzione particolare, che deve necessariamente tener conto dell’attuale quadro economico sia locale che generale estremamente delicato.

In una situazione come l’attuale, che impegna non solo il bilancio del prossimo anno, ma anche quelli futuri, pianificare risorse e scelte strategiche risulta davvero impegnativo. Siamo legati a risorse sempre più ristrette e contratte, che permettono solo scelte di assoluta priorità e necessità, rispetto alla pianificazione realizzabile negli anni passati, dove il margine d’intervento poteva risultare maggiore e certamente più flessibile e discrezionale.

L’Amministrazione della Città di Pergine, come le altre amministrazioni pubbliche, deve necessariamente tenere conto di queste problematiche: dobbiamo fare i conti con minori risorse, contribuendo, come peraltro ritengo sia sempre stato fatto, al risanamento dei conti pubblici. Abbiamo una struttura con una solida esperienza e con un’offerta di servizi che ci qualifica e questo ci favorisce rispetto ad altre amministrazioni, ma anche noi siamo comunque obbligati a scelte strategiche, che vanno nella direzione di un consistente risparmio di spesa ad ogni livello e in ogni settore di intervento.

La difficile situazione attuale non deve comunque paralizzarci o renderci immobili innanzi alle difficoltà, ma tutt’altro, dobbiamo insieme trovare nuove strategie e originali percorsi, continuando a dare risposte concrete ai bisogni ed alle esigenze dei cittadini, con un occhio attento alla limitata disponibilità delle risorse. Ad esempio, l’appalto e l’affido del nuovo asilo nido provvisorio, realizzati in tempi estremamente contenuti e rispondenti all’urgenza del problema è una prova tangibile di un percorso innovativo. In pochi mesi si è risolto un problema che angosciava numerose famiglie, protraendosi da anni. Di fatto ora le liste di attesa sono state pressoché azzerate.

Pergine ha sempre un ruolo importante e determinante nel contesto provinciale e locale avendo anche una rappresentanza all’interno della Giunta del Consiglio delle Autonomie. Potremo continuare ad essere comune capofila, quale guida per altre municipalità su questioni di importanza non strettamente comunale, per aspetti tecnici e non solo, cercando di essere pronti rispetto ai nuovi scenari istituzionali che si stanno delineando.

 

 

Cinzia Albertini

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