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San Cristoforo e i giovani: lettera ai giornali del Sindaco di Pergine

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Riceviamo e pubblichiamo una lettera inviata ai giornali locali, dal Sindaco di Pergine Valsugana Roberto Oss Emer:

Prendo spunto dagli ultimi fatti accaduti sulle sponde del lago di San Cristoforo, che si pongono in stretta relazione con l’organizzazione di eventi musicali, che attirano centinaia di giovani, promossi con cadenza settimanale, dagli esercenti dei locali notturni e delle pizzerie della zona.

Ho raccolto le reiterate e legittime lamentele dei residenti, sporte in relazione ai comportamenti dei giovani frequentatori  dei predetti pubblici esercizi.

Considerato che sino alle 6 del mattino, non è previsto né dalle FFSS, né da Trentino Trasporti nessun servizio di collegamento sia verso Trento che verso la bassa Valsugana, questi giovani sono spesso costretti ad intrattenersi in loco nell’attesa del mezzo di trasporto che li riporti nelle rispettive località di residenza.

Gli abitanti del luogo hanno chiesto al sindaco di Pergine, di  farsi parte attiva per evitare danneggiamenti e molestie.

Essi hanno invocato controlli regolari delle Forze dell’ordine e l’eventuale attuazione di misure dissuasive previste dalla legge, intese ad affermare, inequivocabilmente, che la zona sul lago è proprietà orgogliosamente custodita del Comune di Pergine.

La legittimità di queste richieste ha attivato quanto è nelle facoltà del Sindaco di Pergine, per tentare di ovviare all’incresciosa situazione, tranne, fino ad ora, l’emissione dell’ordinanza di chiusura del locale o la modifica dell’orario di apertura per motivi di ordine pubblico. Provvedimento che sto valutando, anche se ritengo non sia la soluzione alla radice del problema. Nel frattempo sono stati concordati tra la Polizia Locale ed i Carabinieri specifici servizi di pattugliamento, i quali nel corso dell’ultimo fine settimana hanno prodotto l’identificazione di circa 100 ragazzi, tutti minorenni, il controllo di circa 80 veicoli, l’elevazione di 8 contravvenzioni al codice della strada. E’ stata inoltre accertata e sanzionata una guida in stato di ebbrezza, altre per le medesime condizioni manifestate da varie persone in luogo pubblico ed eseguito il soccorso di una minorenne in evidente stato confusionale, dovuto all’eccessivo uso di bevande alcoliche.

Non mi è stato riferito di alcuna chiamata da parte di privati cittadini, pervenuta alle Forze dell’ordine, che sarebbero prontamente intervenute.

I Carabinieri hanno avvisato telefonicamente alcuni genitori, invitandoli in loco per prelevare i propri figli minorenni.

Ciò premesso, sento la necessità di esternare alcune considerazioni personali, che rivolgo quale accorato messaggio a tutti i genitori.

Sono padre di tre figli, due dei quali minorenni, rispettivamente di 14 e 17 anni. Come tutti i ragazzi della loro età frequentano i locali pubblici, le pizzerie, le discoteche. Né io, né mia moglie siamo genitori oppressivi, né apprensivi o assillanti, ma fino ad oggi siamo sempre riusciti a sapere esattamente dove siano i nostri figli. Sappiamo con chi si accompagnano e riteniamo di aver loro trasmesso, senza  essere opprimenti, il rispetto dovuto non solo alle persone, ma anche all’altrui proprietà.

Non penseremmo mai di lasciare in giro nostra figlia tutta la notte in attesa di un trasporto. Noi, analogamente  ai genitori degli amici dei nostri figli, ci organizziamo per accompagnare e per andare a riprendere i nostri ragazzi, magari facendo a turno, alla fine delle feste o alla chiusura dei locali. E’ un sacrificio ed un impegno, ma lo facciamo volentieri.

Sono consapevole che esistono ragazzi i quali nonostante l’attenzione, il dialogo, il “buon esempio” offerto da genitori ed educatori (scuola, associazioni, ecc), entrano a far parte di gruppi che, per ragioni spiegabili solo con un’approfondita analisi psicologica e sociologica, li inducono a commettere infrazioni, atti vandalici e ad adottare comportamenti nocivi a loro stessi ed alla comunità in cui vivono. Sono casi frequenti, ma a mio parere, “casi” circoscritti e circoscrivibili. In generale, a mio parere, il problema non è costituito dai giovani, ma da noi genitori. Da noi educatori, società adulta, che spesso manchiamo nel “buon esempio”. Siamo noi che li lasciamo vagare liberi in spazi molto spesso troppo ampi, delegando la loro educazione ai mass-media ed ai prodotti delle nuove tecnologie, lasciandoli soli con sé stessi ed i loro sacrosanti problemi, omettendo di riflettere sufficientemente e ragionare assieme a loro sul valore di alcune elementari norme civiche e sul significato ed il rispetto dei propri beni, di quelli altrui e su quelli della comunità.

Noi adulti abbiamo fretta, non abbiamo tempo, ma forse, spesso, non ce lo concediamo. Così il disagio giovanile, che si esprime attraverso atti che meritano sicuramente indignazione e condanna, rivela, a mio parere, non una colpa o un fallimento dei giovani, ma le nostre carenze ed i nostri errori.

Spero di non aver disatteso le aspettative  degli abitanti di San Cristoforo e di essere stato esaustivo rispetto a quanto mi  è stato segnalato.

Mi auguro altresì di aver posto all’attenzione di tutti, ma dei genitori in particolare, un problema che sia lo spunto per una riflessione per essere più attenti e vicini ai nostri figli, a coloro che saranno la società adulta del domani, chiamata a sostenerne responsabilmente l’armonico sviluppo.

Roberto Oss Emer

 

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