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Pergine: Sulla variante al PRG in tema di soffitte

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Abbiamo voluto approfondire con il Sindaco il tema della variante al PRG sul tema delle soffitte.

Com’è ormai ampiamente noto, l’attuale Amministrazione di Pergine sta proponendo una variante al PRG, per sanare le problematiche insorte negli scorsi anni, dalle  norme previste dal PRG del 2002.

Sig. Sindaco, in estrema sintesi, senza sottrarre ulteriore tempo alle Sue funzioni, vorremmo comprendere i contorni reali dell’intervento normativo in tema di soffitte.

Il problema delle soffitte sorge dall’ideazione del PRG promosso e voluto nel 1999 dall’ex Assessore Rinaldo Morelli, padre dell’attuale consigliere Marco Morelli, e approvato, tra gli altri, dall’attuale Consigliere d’opposizione, ex vicesindaco ed ex assessore  Marco Osler, nell’anno 2002.

Era facile prevedere che quelle norme, che di fatto avevano permesso la realizzazione di soffitte, sarebbero, prima o poi state utilizzate, impropriamente, per adibire quegli spazi ad usi diversi da quelli a cui la tradizione, più che il legislatore, ci hanno da sempre abituati.

La vecchia “teza” non la si costruisce più da tempo e questo già accadeva alla fine degli anni ’90, quando era impensabile potessero essere pagati fior di oneri di urbanizzazione per depositare legna, scarpe vecchie e materassi inutilizzati. Se cosi fosse stato, chi lo aveva supposto o creduto era già molto lontano dalla realtà dei fatti che muovono la nostra società.

Ciò che mi rende perplesso, considerando il pregresso e l’attaccamento attuale manifestato a quella norma del PRG è il fatto che nella Commissione edilizia del tempo vi fossero fior di professionisti, generalmente  indicati e nominati proprio dai partiti di governo, attualmente all’opposizione.

Professionisti, che non potevano non prevedere che l’utilizzo effettivo delle soffitte non sarebbe stato quello scritto negli elaborati da loro stessi redatti e descritti quali:  deposito, soffitta, locali a disposizione, ecc, ecc..

Tra l’altro, va aggiunto per onor di cronaca, che Presidente  della Commissione Edilizia era sempre un assessore, il quale era sempre un tecnico o presunto tale, quale, ad esempio il geom. Marco Osler e l’ing. Massimiliano Beber. Mi appare inimmaginabile supporre che, anche loro, non si fossero resi conto del possibile problema insorgente procurato dagli effettivi utilizzi dei locali nel sottotetto.

Ciò premesso, trovo oggi estremamente azzardato definire, da parte di alcuni, una variante al PRG “ad personam” allorché essa coinvolge l’interesse più ampio e non trascurabile di circa 650 famiglie della città.

Tale dato emerge, come già evidenziato in sede competente, dall’analisi dei dati disponibili. Infatti, pur considerando improbabile l’ipotesi che tutti gli edifici rilevati  realizzati dopo il 2002, che sono 315, abbiano una soffitta da trasformare e prevedendo un taglio medio delle unità abitative tra i 70 e i 90 mq, si stima che l’ordine di grandezza delle unità abitative potenziali che possono essere ricavate in seguito alle modifiche introdotte con la variante ammontino, appunto, a circa 650 unità. Si tratta di 650 famiglie, che, con un piccolo investimento potrebbero soddisfare i problemi di abitazione dei figli e dei nipoti, ottenendo ulteriori benefici  dal punto di vista del risparmio energetico.

E’ inoltre una norma che fa risparmiare ettari di territorio, con benefici connessi per l’ambiente, la quale è priva di costi per la comunità in termini di servizi, sottoservizi e opere di urbanizzazione in genere.

E’ un provvedimento normativo che potrebbe incentivare anche  l’economia, dando lavoro a decine di piccole imprese ed artigiani locali, con ovvi risvolti positivi per l’occupazione, che in un momento di carenza di lavoro, d’incertezza e ristrettezza economica delle famiglie, come l’attuale, costituirebbe un contributo effettivo, tangibile e quasi  immediato, con ricadute su tutta la comunità locale.

Grazie e buon lavoro signor Sindaco.

Cinzia Albertini

 

 

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