Contenuto Principale

Intervista a Virgilio Rossi, consigliere nella Comunità di Valle (Val di Non) con la Civica S.A.E. Salute Ambiente e Economia, candidato nella lista SEL.

Postato da  

Virgilio Rossi abita a Tres in val di Non e proviene dal mondo dell’impresa, dove ha svolto funzioni direttive. E’ da sempre sensibile osservatore dell’ambiente che ci ospita e delle problematiche che lo attanagliano. Questa attenzione lo ha spinto ad aderire a vari consessi, tra i quali il “Comitato per il Diritto alla Salute” della Val di Non ed a seguire le tematiche sullo sviluppo dell'agricoltura biologica, collaborando con il Gruppo di promozione biologica di Trentino Arcobaleno, nell’ambito del progetto d’inserimento della cerealicoltura nella Valle dei Laghi.

E’ inoltre membro del direttivo dell’associazione “La Pimpinella”, che si interessa della ricerca e valorizzazione delle sementi di antica origine, collaborando nel progetto "Il giardino della memoria", promosso dalla C.d.V. della Vallagarina.

 

Virgilio, quali prospettive si affacciano per il Trentino nei prossimi 5 anni?

sicuramente anni difficili. Il miraggio della globalizzazione porterà interessi solo alle nostre piccole “multinazionali” e più precisamente ai loro dirigenti.

La competizione sui mercati internazionali, relegata esclusivamente all’economia di scala, farà morire le piccole imprese locali e con esse le peculiarità artigianali, commerciali ed agricole.

Insistere con questo metodo altamente competitivo, porterà ad un impoverimento dell’economia in generale. Il nostro piccolo territorio non può competere con le economie europee, ma deve distinguersi con le peculiarità offerte dall’agricoltura sostenibile, in sinergia con il turismo.

Se il governo provinciale rimarrà in mano all’attuale maggioranza o passerà alla virtuale alternativa, le cose non cambieranno in meglio:

ambedue, seppure sotto diverso segno, attuano lo stesso “modus operandi”, perché generate dallo stesso pensiero.

 

Parlando di Europa, quali investimenti ritiene che il prossimo governo provinciale dovrà attuare per dare maggior forza all’economia trentina?

E’ essenziale una ri-crescita economica, culturale, sociale innovativa, rispettando in primis la salute dei cittadini, l'equilibrio dell' ecosistema e della biodiversità, sviluppando in particolare un’economia tendente a migliorare la funzionalità e l'utilizzo di quanto già esiste, senza intaccare ulteriormente il territorio e l’ambiente in generale.

Per il Trentino è strategica la rivalutazione ambientale e paesaggistica del territorio, operata attraverso la sinergia fra le varie attività economiche, in un’ottica di vera sostenibilità, in modo da formare un unico prodotto non solo economico, ma base per una migliore qualità della vita dei cittadini e degli ospiti del Trentino.

E’ fondamentale rafforzare la collaborazione fra turismo e agricoltura, coinvolgendo gli operatori della ristorazione e quelli agricoli, valorizzando l’importanza dei Gruppi di Acquisto Solidale, quali i consumatori locali, perché fautori di un nuovo modo di pensare un’economia innovativa, produttrice di prodotti salubri per la nostra salute, sostenitrice delle produzioni locali, protettrice del nostro ambiente, in poche parole:

i fautori della cosiddetta economia ecosostenibile e responsabile.

Dovrà essere incentivata e rafforzata l’intermobilità strada-ferrovia, per evitare ulteriori sprechi di territorio, per progetti quali:

metroland, valdastico, TAV. Investimenti faraonici, non necessari, tra l’altro, in una situazione di stasi economica strutturale.

 

Per quanto riguarda il tema dell’accoglienza, diventa difficile pensare ad un cambiamento culturale, finché molti partiti incentrano la loro campagna elettorale sulla diversità di trattamento che la Provincia offre agli stranieri. Che cosa può dirci a riguardo?

Si accetta la globalizzazione economica e si rifiuta quella delle genti in movimento.

Abbiamo bisogno di manodopera in quanto noi non ci “abbassiamo” a fare i mestieri ritenuti, da qualche anno a questa parte, “umili”. Questa è la realtà, quindi non possiamo fare a meno degli immigrati.

La Provincia, probabilmente, di questo se ne è accorta e, come al solito, ha affrontato il problema con le sovvenzioni (finché ci saranno risorse), pur di occultare l’essenza del problema.

Le sovvenzioni, oltre ad essere equamente distribuite, devono “tamponare” esigenze estreme e non essere irrogate sistematicamente.

Ai nostri giovani, bisogna insegnare a lavorare con le mani, non solo con la testa.

L’accoglienza dev’essere sempre prioritaria rispetto ad ogni interesse economico, nel rispetto dei doveri e dei diritti di ognuno. Il problema è un altro:

è costituito dalla mancanza di lavoro per tutti, fisiologica di un sistema iperproduttivo. Perciò bisogna lavorare tutti e meno e le soluzioni ci sono.

 

Che cosa ci può dire della sanità in Trentino?

Applicare la prevenzione primaria è ormai imperativo. Non si possono mantenere, produzioni inquinanti impattanti per l’ambiente e nello specifico per la salute, permettendo di fatto l’aumento delle malattie “croniche” e patologicamente più gravi, aumentando in tal modo, di fatto, la spesa sanitaria procurata dalla prevenzione secondaria (diagnosi, approccio sintomatico, ecc).

La sanità deve rimanere pubblica e totalmente gratuita per tutti.

In Trentino beneficiamo di un servizio sanitario soddisfacente. Bisogna però rivedere, al ribasso, il sistema retributivo dirigenziale, per ottenere un’equa ridistribuzione delle risorse a favore del settore infermieristico e di pronto soccorso e di assistenza al cittadino.

Separare l’attività professionale dall’attività pubblica dei medici: chi lavora in proprio, non può prestare servizio pubblico. Questo, comporterebbe a fronte di una minor spesa, la possibilità di allargare l’opportunità di lavoro a molti laureati.

Il “NOT” rappresenta un costo impegnativo. Ma se ragioniamo in un’ottica di previsione ha la sua importanza per l’alta specializzazione ad esso connessa e comunque dev’essere integrato con una rete di ospedali “minori” e di assistenza territoriale, di base attiva 24 ore al giorno, centrata sul medico di medicina generale e sull’infermiere professionale.

 

La politica e la società. Come si spiega questo distacco della società civile dalla politica?

Ormai, da anni, la politica ha scelto di sostenere i “poteri forti dell’economia”, applicando semplicemente il classico voto di scambio.

La politica si è trasformata,  a seconda dei territori e degli interessi ad esso legati, in un rappresentante di categoria:

io ti do i contributi e i favori, tu mi dai il voto.

Il sistema sembra favorevole a tutti, ma non è così. Infatti quasi il 50% dei potenziali elettori ha rinunciato al proprio diritto a votare. Questo atteggiamento però peggiora la situazione.

In pratica, chi non vota, asseconda inconsciamente chi vincerà le elezioni.

Siccome la parte della politica più strutturata e organizzata è l’attuale al governo, si finirà sempre per mantenere lo stesso sistema.

L’elettore deve documentarsi e partecipare agli incontri elettorali, valutare le persone, i programmi e soprattutto adottare il principio, di Einstein, che sostanzialmente affermava:

chi ha causato una situazione problematica, non potrà mai essere colui che la risolverà.

 

Nico Reali

Nico Reali

nato a Vizzolo Predabissi il 13/12/1975

residente a Viarago di Pergine Valsugana

 

Sono un docente di informatica ed esaminatore ECDL core / advanced / Web editing e Image editing

 

Sono appassionato di Sport , ho praticato a livello agonistico l'arte marziale del "judo", attualmente mi sono dedicato a due sport / attività ludico sportiva:

 

1) la subacquea ho un brevetto ricreativo ed uno tecnico

2) Il softair

 

Sono vicepresidente di un Associazione Sportiva Dilettantistica di Softair e sono referente per il Trentino Alto Adige del circuito di Milsim AWB

Lascia un commento

La redazione si riserva la facoltà d i pubblicare o meno i commenti inviati

Ricerca / Colonna destra

Notizie Random

  • Il Pianeta degli Dei
    Scritto da
    Titolo: Il Pianeta degli Dei Autore: Zecharia Sitchin Editore: Piemme “E’ un libro, soprattutto nella prima parte, dove un’immensa raccolta di dati ed interpretazioni tratte dalla Bibbia e dai testi sumeri, fa da supporto alla teoria dell’esistenza di un dodicesimo pianeta e di una civiltà “superiore” che ha creato l’uomo sulla Terra. Effettivamente, durante la lettura, ci si rende conto di come tale teoria abbia un suo fondamento logico ed indiscutibile. Soprattutto per quanto riguarda le distanze temporali tra l’uomo primitivo e gli antichi Egizi: com’è spiegabile che ci siano voluti milioni di anni ad arrivare al primo ominide e…
    Leggi tutto...

Redattore

Utenti online

Abbiamo 306 visitatori e nessun utente online

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie premi il pulsante qui sotto